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Concorsi truccati alla Asl, due viterbesi tra gli indagati

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Latina –  Concorsi truccati alla Asl, ci sono anche due viterbesi tra i quattro nuovi indagati dell’inchiesta della procura di Latina invitati a comparire lunedì davanti al pm coi rispettivi difensori.

Entrambi dipendenti della Asl di Viterbo, sono l’ex sindaco di Sutri  Anna Guadagnini e Luciano Corinti, indagati nelle loro vesti di componenti delle commissioni dei concorsi finiti nel mirino della magistratura pontina. Guadagnini del concorso concluso per 23 posti e Corinti di quello per 70 posti annullato alla vigilia delle graduatorie.

Guadagnini, in particolare, che faceva parte della commissione del concorso per 23 posti, oltre ad avere guidato negli anni Novanta la pubblica amministrazione sutrina, è stata anche nel direttivo provinciale dei Ds.

A proposito del concorso per 23 posti, per in totale di 65 idonei quasi tutti assunti, passano da Viterbo due dei neo collaboratori amministrativi. Sono due impiegate che sarebbero state assunte dalla Asl di Viterbo il 15 dicembre con altri tredici – una la numero 9 e l’altra la numero 35 – e poi “comandate” per un anno negli uffici della Regione Lazio con delibere del 12 e 18 dicembre. Regione Lazio con cui avrebbero già avuto entrambe in essere un contratto ma a tempo determinato.

Gli altri due commissari indagati sono Piero Masi, con Corinti per il concorso annullato e Marco Molinari, con Guadagnino per quello concluso. Tutti e quattro sono stati raggiunti da altrettanti avvisi di garanzia in cui risultano indagati e sono stati convocati lunedì in procura per essere sentiti dal pubblico ministero Valerio De Luca alla presenza dei difensori.

Corinti e Masi sono indagati per falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e abuso d’ufficio in concorso con i due funzionari arrestati, Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito.

Restano nel frattempo ai domiciliari dopo il ricorso al riesame, che pure ha ridimensionato le contestazioni, i due principali indagati. Rainone, in particolare, è l’ex presidente di commissione che avrebbe anticipato le risposte ai candidati raccomandati.

“Un sistema collaudato”, lo definisce il gip Giuseppe Cairo nell’ordinanza di custodia cautelare, in cui si sottolinea anche come “quasi tutte le posizioni utili in graduatoria” sarebbero finite a “soggetti legati da rapporti amicali, di tolleranza o di appartenenza politica”. Appartenenza politica al Pd in particolare, pur non mancando esponenti di altri partiti.


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