Oriolo Romano – (sl.co.) – Contatore della luce manomesso, gli arrivano 16mila euro di bolletta e una denuncia penale per furto di energia elettrica. Ignoti gli autori del danneggiamento e della manomissione, a processo è finito l’utente. Ha dovuto mettere un avvocato per la correzione dell’errore e difendersi in tribunale.
Protagonista un professionista di Oriolo Romano. Si tratta di un medico nella cui abitazione, il 24 maggio 2017, è scattato un controllo dell’Enel ai quattro contatori esterni di una villetta multifamiliare. Tutti sono stati trovati con gli sportelli rotti e aperti. Uno soltanto, il suo, anche manomesso.
A distanza di qualche mese gli è arrivata una bolletta stratosferica, da ben 16mila euro nonché la denuncia per sottrazione di energia, per cui il professionista è finito sotto processo davanti al giudice Francesco Rigato.
Un contatore d’energia elettrica (foto d’archivio)
“Abbiamo dovuto far scrivere all’Enel da un avvocato – ha spiegato lunedì la moglie, sentita come testimone della difesa – al che ci hanno mandato un’altra bolletta da circa 1700 euro, anch’essa sbagliata. Allora siamo intervenuti nuovamente con l’avvocato e, rifatti i conti, l’importo da pagare alla fine è stato di circa 900 euro per il periodo dal 17 settembre 2014 al 24 maggio 2017, durante il quale avevamo pagato per i consumi presunti sulla base dello storico dei consumi”.
Nessuna volontà di “rubare” elettricità da parte dell’utente. “I contatori manomessi stavano sulla pubblica via, può essere stato chiunque. Noi in quei tre anni non ci siamo accorti di differenze sostanziali con le bollette precedenti, più o meno sempre dello stesso ammontare. E successivamente al controllo abbiamo messo una sbarra di protezione allucchettata per evitare che accadesse di nuovo”, ha sottolineato la donna, ribadendo l’assoluta buona fede, che non è però bastata a evitare il rischio di una condanna penale al marito.
Secondo la prima ricostruzione dei consumi da parte dell’Enel, da settembre 2014 il contatore aveva registrato addirittura l’83% in meno di consumi. “In seguito al ricorso dell’utente contro la bolletta da 16mila euro, abbiamo fatto un ulteriore accertamento sui consumi storici e constatato che c’era effettivamente un errore percentuale”, ha ammesso un ex dipendente di Enel Distribuzione, nel frattempo in pensione, ignaro però dei costi extra che hanno comunque fatto schizzare l’importo a circa 1700 euro invece che ai 900 euro effettivamente consumati.
La difesa, inoltre, ha chiesto come sia stata calcolata la somma extra da versare per il triennio, visto che il teste ha parlato di consumi presunti in base allo storico per le bollette regolarmente pagate dall’utente senza la lettura “L’utente in quei tre anni aveva già pagato i consumi presunti in base allo storico, per cui non è chiaro quei 900 euro da dove siano saltati fuori, se già era stato preso in considerazione lo storico”, ha fatto notare il legale.
“L’utente non ha pagato un euro più del dovuto”, ha ribadito l’ex funzionario. “Solo perché il mio assisstito vi ha fatto scrivere dall’avvocato”, ha sottolineato il difensore.
Il prossimo 3 febbraio sarà sentito l’imputato e lo stesso giorno dovrebbe esserci anche la sentenza.
