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Ismea cerca giovani agricoltori e mette all’asta 16mila ettari di terra, sette appezzamenti sono nella Tuscia

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Campagna viterbese

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Viterbo – Più di 16 mila ettari ci terra che costituiscono 624 aziende potenziali, per un valore complessivo minimo di 255 milioni di euro, da reinvestire integralmente a favore dei giovani agricoltori.

Al via il quarto bando della Banca nazionale delle terre agricole, nato nel 2016 con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta e il ricambio generazionale in agricoltura, presentato al convegno “Seminiamo il futuro” dell’Ismea.

L’iniziativa vuole favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo attraverso alcune facilitazioni: gli under 41, infatti, possono pagare il prezzo intero del terreno a rate (semestrali o annuali) fino a un periodo massimo di 30 anni.

Dalla sua istituzione a oggi la Banca nazione delle Terre agricole ha messo in vendita 530 terreni per un totale di 15.478 ettari; di questi 8.345 ettari sono stati aggiudicati, permettendo il recupero di 84 milioni di euro destinati a sostenere, per legge, nuovi interventi in favore dei giovani.

Per quanto riguarda la Tuscia, l’istituto ha messo all’asta ben sette terreni: uno a Cellere (14 ettari con base d’asta di 124mila euro), Montalto di Castro (8 ettari con base d’asta di 59mila euro), Onano (20 ettari con base d’asta di 181mila euro) e Viterbo (38 ettari con base d’asta di 352mila euro) e tre a Tuscania (10 ettari con base d’asta di 67mila euro, 8 ettari con base d’asta di 67mila euro e 24 ettari con base d’asta di 447mila euro).

“La Banca nazionale delle terre agricole è uno strumento fondamentale perché, offrendo terreni, rende operative le misure per realizzare un’agricoltura 5.0, un modo anche per coinvolgere i giovani in questo bellissimo mondo che ci lega alla cultura e alla tradizione – ha spiegato il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanellialla presentazione del bando -. E’ un progetto che permette di riscoprire il valore della terra con elementi nuovi, come l’innovazione, la sensoristica, la riduzione dell’impronta ambientale sulle produzioni e delle emissioni. Si tratta di ripartire con nuove consapevolezze. Banca delle terre è un’opportunità che ha tante gambe per svilupparsi. Sicuramente non mancheranno risorse e nemmeno le idee da parte degli imprenditori agricoli italiani. Abbiamo bisogno delle nuove generazioni per continuare su paradigmi diversi”.

Samuele Sansonetti


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