Ardea – Gli spari, poi, come guidata da un istinto materno, la corsa giù in strada. Davanti ai suoi occhi “il disastro”. “Sono arrivata lì ed erano in una pozza di sangue”. Carol Fusinato, la mamma dei piccoli Daniel e David è stata la prima domenica mattina ad arrivare sul posto della strage. E a tenere la testa dei suoi bambini, mentre chiamava disperata il marito Domenico.
Ardea – I due fratellini uccisi
“Non era il rumore dei petardi che si sente ogni tanto – racconta al Corriere della Sera, ripercorrendo quei drammatici istanti che in un attimo le hanno distrutto l’esistenza -, e neanche quello degli spari ai cinghiali. Sono arrivata lì ed erano in una pozza di sangue”. Daniel e David, 10 e 5 anni, sono stati colpiti a morte, insieme al 74enne salvatore Ranieri, da tre proiettili sparati poco dopo le 11.30 di domenica da Andrea Pignani, 35 anni ingegnere informatico, che poi si è tolto la vita, uccidendosi con quella stessa pistola Beretta, calibro 7.65.
La tragedia ad Ardea, in un comprensorio che ospita villette con giardino, immerso nel verde e campi per giocare. “Avevamo scelto questa villa per il loro bene, per permettergli di vivere al meglio la famiglia anche con il padre ai domiciliari – ripete Carol, 33 anni -. Il giardino, i viali tranquilli, il campo vicino per giocare. La possibilità di avere la nonna qui a fianco a darci una mano”.
“Dovevamo vigilare di più? E come? Erano appena usciti di casa e a minuti sarebbero tornati come sempre senza problemi. Mi hanno detto “arriviamo in tempo per il pranzo” e invece non li ho più visti” sottolinea.
Ora, a distanza di due giorni dalla strage, rimangono domande a cui dare risposta e uno strazio che non troverà mai pace. Perché dietro al folle gesto dell’omicida non ci sarebbe alcun motivo specifico. Avrebbe ucciso tre sconosciuti, colpendoli a caso tra i passanti. “Come è possibile che quell’uomo girasse armato e io ho dovuto chiedere il permesso per stare vicino ai miei figli?” sottolinea Domenico, il padre dei piccoli, che è agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.
E proprio pochi minuti prima che Daniel e David uscissero in bicicletta era passata l’auto dei carabinieri per il controllo periodico sulla presenza in casa del detenuto. Sarebbe fosre bastato che per alcuni istanti in più l’auto dei militari si trattenesse sul posto per evitare la strage.
