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La ronciglionese Valentina Vettori cavaliere della Repubblica

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Valentina Vettori nominata Cavaliere della Repubblica

Valentina Vettori nominata cavaliere della Repubblica


Ronciglione – La ronciglionese Valentina Vettori è cavaliere della Repubblica. La nomina è avvenuta lo scorso 4 giugno, in una cerimonia tenutasi a palazzo Valentini, a Roma, per mano del prefetto Matteo Piantedosi.

Vettori è nata a Ronciglione, ma da alcuni anni si è trasferita a Manziana ed è proprio la pagina Facebook il comune in provincia di Roma a dare la notizia dell’onorificenza concessa alla sua concittadina. La donna, spiega il comune di Manziana, è stata premiata “per essersi contraddistinta in qualità di infermiera e di coordinatrice del centro tamponi del Sant’Andrea durante la gestione dell’emergenza sanitaria contro il Covid”.

Lo scorso novembre la neo-cavaliere aveva affidato a una lunga riflessione su Facebook il senso del suo lavoro nel momento della pandemia. “Nessuno ha fatto più di qualcun altro – aveva scritto -. Nessuno ha meno paura o più paura di altri. Ogni realtà è diversa e per questo non confrontabile con altre, proprio perché tutti abbiamo e stiamo mettendo del proprio da sempre, senza mai un fermo di nessun tipo”.

Poi il racconto dell’esperienza al drive-in “Quando nessuno ancora sapeva il significato della parola drive-in – diceva Vettori – ammetto di aver avuto un po’ paura. All’inizio c’era poco o niente, eravamo pochi con un tendone e una roulotte. Quando fuori facevano 43 gradi, noi lì su strada dentro le nostre tute ne percepivamo almeno 50. Quando pioveva a vento e il tendone si staccava dall’asfalto e tutto volava intorno a noi, le utenze in fila ci suonavano e pretendevano che noi continuassimo a far scorrere la fila”.

“Voglio solo fare comprendere a chi fa ancora a gara tra chi lavora di più, a chi rischia di più, a chi è costantemente pronto e fermo ad osservare l’operato dell altro per trovarne una pecca, che ogni realtà ha vissuto e sta vivendo delle proprie e reali criticità, con tutte le emozioni annesse. Ognuno nel proprio contesto di ruolo, grado e postazione sta facendo del proprio, dentro e fuori dall’ospedale, più e meno visibile ma tutti uniti per un solo obiettivo” aveva concluso Vettori.

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