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L’omicida di Ardea vagava per strada con guanti e pistola in pugno

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Ardea – Zainetto in spalla, felpa e guanti. Poi, pistola in pugno, avrebbe percorso alcune strade del comprensorio di Colle Romito, ad Ardea, fino a incontrare tre sconosciuti che, per motivi ancora ignoti, ha deciso di uccidere. 


Sparatoria ad Ardea, morti due fratellini e un uomo

Sparatoria ad Ardea, morti due fratellini e un uomo


Andrea Pignani ieri mattina ha colpito a sangue freddo Daniel Fusinato 10 anni, il fratellino David, 5 anni, e Salvatore Ranieri, 74 anni. Tre spari che non hanno lasciato loro scampo. Uno al petto, uno al collo e uno alla tempia. Dopo la strage, si è barricato in casa dove, dopo ore di trattative non riuscite da parte dei carabinieri, è stato trovato senza vita. Il 35enne per suicidarsi avrebbe usato la stessa pistola con la quale aveva compiuto la mattanza. 

A quanto ricostruito dagli investigatori, l’arma era regolarmente detenuta dal padre di Pignani, morto diversi mesi fa. L’uomo fino al 1986 era stato una guardia giurata poi aveva continuato a detenere la pistola. Dopo la sua scomparsa, l’arma sarebbe entrata nella disponibilità del 35enne. “Non la trovavamo”, si sarebbero giustificati i familiari di Pignani, così come riferisce l’Ansa. 

A prestare i primi soccorsi ai fratellini Fusinato, il padre che nonostante sia agli arresti domiciliari per motivi di droga, si sarebbe precipitato in strada. “Cinque minuti prima della sparatoria una pattuglia dei carabinieri di Marina di Ardea era andata a controllare che il mio assistito Domenico Fusinato stesse in casa a rispettare l’ordinanza di custodia ai domiciliari”. Rivela l’avvocato Diamante Ceci, legale dei genitori dei piccoli David e Daniel. Quella stessa pattuglia, secondo quanto scrive l’Ansa, una manciata di minuti dopo sarebbe intervenuta sul posto, dopo l’allarme lanciato e il triplice omicidio.

Intanto da fonti investigative appare confermato che nessuna denuncia o esposto sarebbero stati presentati in merito a presunte minacce passate di Pignani nei confronti dei residenti del comprensorio di Ardea. Così come, stando a quanto ricostruito finora, non ci sarebbero state liti tra Pignani e il papà dei bambini uccisi, che non si conoscevano.


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