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Quindicenne stuprata alla festa di compleanno di un’amica

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Violenza sulle donne

Violenza sessuale su minori – Foto d’archivio


Viterbo – (sil.co.) – Stuprata a quindici anni alla festa per il diciottesimo compleanno di un’amica. Sarebbe successo il 7 aprile 2018 in un piccolo centro della provincia.

Presunta vittima di abusi un’adolescente che nell’immediatezza avrebbe tenuto tutto per sé e solo dopo qualche giorno avrebbe confidato l’accaduto alla sorella. Sarebbe stata quest’ultima a riferirlo alla madre facendo scattare l’allarme, in seguito al quale è finito sotto processo per violenza sessuale su minore un ventenne di professione pasticcere. 

Il processo, che data la delicatezza del caso si celebra a porte chiuse, è entrato nel vivo mercoledì davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei con la testimonianza della donna.

La figlia avrebbe avuto il permesso di andare alla festa e restare a dormire fuori proprio per l’eccezionalità della ricorrenza dei 18 anni dell’amica. Il compleanno, inoltre, non sarebbe stato celebrato in un locale, ma con una cena in taverna, a casa della stessa festeggiata. 

Lì la vittima avrebbe incontrato l’odierno imputato, che avrebbe approfittato della minore e nei giorni successivi se ne sarebbe vantato con gli amici in paese, facendo giungere la voce all’orecchio della sorella, cui la quindicenne, messa alle strette, avrebbe confessato tra le lacrime di essere stata costretta a fare sesso con lui ma che lei non voleva.

La sorella avrebbe quindi informato dell’accaduto la madre, che fino a quel momento, nonostante la figlia trascorresse da qualche giorno il tempo chiusa in cameretta e fosse diventata improvvisamente taciturna, non avrebbe sospettato nulla, ma pensato a un momento di crisi adolescenziale. 

E’ stata poi la stessa madre a prendere in mano la situazione, conducendo la figlia al pronto soccorso, dove è stato attivato il codice rosa riservato alle vittime di violenza che ha fatto scattare le successive indagini.

Per evitare alla minore di dover deporre al processo, magari a distanza di anni, la sua versione è stata quindi cristallizzata in sede di incidente probatorio, per cui le sarà risparmiato di dover essere interrogata in aula e ripercorrere davanti a un pubblico di adulti i fatti avvenuti quella sera. 


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