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Viterbo – Amministrazione Arena e situazione della città, riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Cristiana Lamanna – Apro questo mio scritto con un pensiero di Alda Merini, poetessa:
“La gente quando non capisce, inventa. E questo è molto pericoloso. Alda Merini.
Ciò che ha scritto la Merini, calza a pennello per i tempi che vive la città di Viterbo.
Premessa: sono napoletana , dal 2001 residente a Viterbo. L’ho scelta per tanti motivi e, vivendoci, ho sempre pensato come valorizzarla, cercando di andare anche oltre le sue criticità. Problematiche che ogni centro urbano presenta.
Ma dal 2001 ad oggi , ho assistito ad una lenta, inesorabile, inarrestabile, irrefrenabile, discesa verso il baratro. Orbene, chi amministra è solito dare la colpa delle magagne a chi era prima di lui. Quante volte abbiamo sentito dire: “La mia amministrazione non ha colpe, abbiamo ereditato tutto dalla gestione precedente”. Vero. Ma è altrettanto vero che insistere nel non fare o nel peggio fare è oltremodo oltraggioso verso i cittadini e la stessa città che si amministra.
Non è facile fare il sindaco. Però lo si sceglie e quando ci si rende conto che non si è riusciti nell’intento di migliorare qualità della vita e vivibilità degli abitanti e valorizzazione del territorio, si deve fare un passo indietro. Lo si deve non solo a chi ha votato la coalizione vincente ma anche, soprattutto, a chi non ha scelto questa giunta, perché si ritorni a esercitare il diritto ad una nuova scelta. Inoltre, è una forma di intelligenza, ammettere di non aver raggiunto uno scopo. Ci abbiamo provato, scusate.
Invece, a Viterbo sembra di assistere all’esatto contrario. C’è un accanimento, un’acredine verso la città. Una sorta di dispetto verso il bene comune. Se si ama una città e un idea che di essa si ha o si vuole avere, la si lascia libera. Non si fanno proclami, giochi di palazzo , clientelismi, pur di non farsi da parte.
Il principio di chi amministra una città dovrebbe essere sempre quello di perseguire il meglio. Dicendo la verità. Non inventando. Non millantando successi. Non deridendo i cittadini. Non riempiendoli di chiacchiere per guadagnare tempo.
Di tempo Viterbo non ne ha più. Saccheggiata nella bellezza, nella vivibilità, nella gioia di guardarla.
“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Lucio Anneo Seneca).
Se non la convinco io, signor sindaco, a fare un passo indietro, spero che le parole di Seneca la illuminino. Lei, la sua giunta e i viterbesi che, alla luce degli eventi, incautamente l’hanno votata.
Cristiana Lamanna
