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“Solidali e collaborativi… nessun cittadino si è tirato indietro”

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Villa San Giovanni in Tuscia – “I rapporti tra vicini di casa sono ottimi, hanno permesso di affrontare al meglio questi mesi duri e difficili. Solidali e collaborativi. Nessuno si è tirato indietro di fronte allo stato di bisogno dei più fragili”. Il sindaco Fabio Latini spiega il suo operato e il sostegno ricevuto dalla cittadinanza in questi mesi di pandemia.


Fabio Latini

 Il sindaco Fabio Latini


In questi lunghi mesi vissuti con il Covid-19, come ha reagito il paese? I cittadini come hanno vissuto le restrizioni in vigore?
“Pian piano i cittadini si sono adattati alle varie restrizioni. Con chiara difficoltà. Per fortuna, vivendo in un paese piccolo, ogni cittadino è solidale nei confronti dell’altro. In caso di necessità, nessuno si è tirato indietro. I rapporti tra vicini hanno permesso di affrontare, nel miglior modo possibile, la pandemia. C’è stata collaborazione. Inoltre, Villa San Giovanni in Tuscia è un paese immerso nel verde. Gran parte del territorio è circondato da campagne. I cittadini hanno avuto modo di impiegare il loro tempo, durante il lockdown, all’agricoltura. Non sono stati del tutto reclusi in casa. Così facendo, è stato sicuramente meno pesante. Difficile per chi vive in una cittadina”.

Qual è la situazione Covid attuale nel paese?
“Per un periodo non abbiamo riscontrato positività all’interno del paese. Recentemente, è stato rilevato un caso positivo. Ora negativizzato. Siamo tornati a essere tra i comuni Covid free. Nessun altro caso di positività”.

Quali sono gli obiettivi e i progetti in campo, proposti dall’amministrazione comunale, per il futuro del paese in questa fase di ripartenza?
“Grazie ai finanziamenti regionali ottenuti, abbiamo in programma interventi importanti sulla viabilità interna. Lavoriamo soprattutto sui collegamenti principali che vanno dal centro storico del paese alle zone più distaccate, in periferia. Andremo a operare sulla viabilità con la realizzazione di marciapiedi nelle zone principali del paese. Abbiamo ricevuto un ulteriore finanziamento regionale di ben 40 mila euro. Saranno destinati agli interventi di manutenzione delle necropoli e del patrimonio storico-archeologico. In sinergia con i territori locali limitrofi, stiamo cercando di promuovere il nostro piccolo paese attraverso percorsi escursionistici. Un esempio, il cammino dei tre villaggi. Sentieri alla scoperta del nostro territorio viterbese”.

Dal punto di vista economico, come si è mosso il comune per sostenere la popolazione in questo anno di pandemia? Quali sono stati i provvedimenti presi?
“L’emergenza ha messo in ginocchio molte famiglie. Noi, con i fondi per la solidarietà alimentare, abbiamo fatto la nostra parte. Si capisce la criticità della situazione quando inseriamo all’interno di un bilancio dei fondi specifici per il sostegno a chi ne ha bisogno. Lo ricordavo durante l’ultimo consiglio comunale. Abbiamo supportato la popolazione con diverse iniziative in ambito sociale. In questo periodo di campagna vaccinale, noi dell’amministrazione, abbiamo deciso di istituire uno sportello informativo in comune come supporto di ausilio per la prenotazione del vaccino. È un’iniziativa importante. Gran parte della popolazione in Villa San Giovanni in Tuscia, è anziana e può non avere dimestichezza con gli strumenti informatici. Siamo al loro fianco in questo modo, supportandoli. Grazie alla collaborazione da parte del vicinato, per i più fragili abbiamo organizzato il servizio della spesa a domicilio. Molti cittadini si sono offerti volontari nell’aiutare il prossimo. Sono stati mesi abbastanza impegnativi e difficili”.

In questo lungo periodo di pandemia, l’amministrazione comunale come ha svolto il lavoro? Ha adottato lo smart working?
“In realtà, i dipendenti hanno avuto la possibilità di scegliere tra il lavoro in presenza o in smart working. Hanno optato per la presenza. D’altronde, sono pochissimi e sono tutti del posto. Solo l’assistente sociale ha deciso di adottare una forma lavorativa al 50% in presenza e 50% in smart working. Su questo aspetto non abbiamo avuto molte difficoltà nell’organizzazione. Anzi, è stato piuttosto semplice. Di fatto, si tratta di un organico molto ridotto, da piccolo comune. Abbiamo adottato tutte le misure giuste per evitare il contagio del virus. La regione Lazio ha rilasciato un contributo di 7500 euro per finanziare la modalità smart working. Con questo sussidio, abbiamo acquistato l’apparecchiatura informatica nuova per l’ente. Un investimento per ammodernare la struttura e per operare con maggiore efficacia”.

Cosa pensa delle ultime decisioni prese dal governo Draghi per far ripartire l’Italia?
“Sicuramente sono scelte complesse. Giuste o sbagliate che siano. Qualsiasi decisione, in questo momento, viene giudicata bene o male. A mio avviso, credo che sia tutto ponderato in relazione alla situazione attuale. Si è cercato di conciliare tutto. Dalla tenuta del settore economico alla rendita del paese. Chiaramente, l’emergenza sanitaria si è presentata senza un manuale già pronto per poterla affrontare. Senza un’esperienza preventiva in merito. Inaspettata. Nel complesso, si è cercato di affrontarla con i mezzi che si hanno. Si è tenuto conto della situazione sanitaria, economica e soprattutto, l’aspetto sociale. Decisioni prese per intervenire nel miglior modo possibile. Per quel che si può”.

Federica Focaracci


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