Viterbo – (sil.co.) – Storia durata il tempo del lockdown. Giovanissimo, si innamora di una donna più grande con cui allaccia una relazione poche settimane prima del “tutti a casa” di marzo 2020. Pur di stare con lei si becca anche una multa per avere violato le prescrizioni anti-Covid facendosi trovare in giro di sera fuori del comune di residenza. Finisce con la prima vacanza di coppia dopo la riapertura. Male. Lei teme che voglia vendicarsi pubblicando un video hard e lo denuncia per non rischiare di trovarsi al centro di un caso di revenge porn.
Revenge porn – La vittima ha temuto una vendetta (foto d’archivio)
Si erano conosciuti a Carnevale e tutto era partito sotto i migliori auspici. A maggio riescono a trascorrere i primi weekend insieme, prenotando camere separate in alberghi del Viterbese. A giugno, finalmente, la coppia parte per una vacanza in Sardegna. Ma sull’isola la magia finisce bruscamente, tanto che al rientro al porto di Civitavecchia lei si fa venire a prendere e decide che non vuole più saperne.
Lui non si rassegna, lei lo denuncia. Colpito da divieto di avvicinamento a fine luglio, è finito così imputato di stalking davanti al giudice Elisabetta Massini un 28enne della provincia per il quale è scattato il processo col giudizio immediato.
Carabinieri
La vittima, sentita ieri, ha parlato di gelosia ossessiva: “Non potevo neanche andare al bar a fare colazione da sola”. Al rientro dalla Sardegna lei avrebbe voluto subito restituirgli i regali. Lui si sarebbe appostato più volte sotto l’abitazione della donna, suonando insistentemente al citofono per farla scendere, supplicandola di tornare insieme. Quando, dopo avere chiamato a ripetizione i carabinieri per allontanarlo, la donna si è decisa a sporgere querela, avrebbe detto di temere che lui potesse vendicarsi diffondendo dei video hot girati durante i rapporti sessuali.
La paura del “revenge porn” non avrebbe però avuto riscontri anche se, nel corso di una perquisizione domiciliare, a casa dell’imputato sono stati sequestrati ben 6 cellulari, compreso quello della sorella che lo usava per la didattica a distanza, nessuno dei quali sottoposto però a perizia. Quello della sorella, di cui ieri è stato disposto il dissequestro, sarebbe stato utilizzato dal 28enne, bloccato su tutti i social dalla vittima, per mandarle un messaggio accorato de tipo “amore sto malissimo, ti prego torna con me, mi vado a suicidare”.
Tra i testimoni, il patrigno di lei e il padre di lui, il quale ha confermato che “si vedevano da 5-6 mesi”. “all’inizio 2-3 volte la settimana, poi col lockdown altre 5-6 volte e mio figlio si è pure preso una multa perché si è fatto trovare di sera fuori del comune di residenza”.
La vacanza di giugno ha messo una pietra tombale sulla fresca relazione. “A mio figlio si è rotta la macchina e l’ha presa male, ci hanno telefonato e noi gli abbiamo detto che sono cose che capitano. Ma quando sono andato a prenderli a Civitavecchia, lei non c’era, si era già fatta venire a prendere da un parente. Poi l’ho accompagnato sotto casa perché voleva parlarle, c’era pure il patrigno. Lei gli voleva ridare i regali, glieli ha lasciati nell’androne dell’ingresso. Ma i regali si fanno col cuore, così mio figlio sul momento non li ha rivoluti indietro, quindi il ‘capoccione’ ci ha ripensato ed è tornato a prenderli”, ha detto il genitore, spiegando perché secondo lui la situazione a un certo punto ha preso una brutta piega.
Il processo riprenderà il 19 luglio, quando, a distanza di un anno dai fatti, è prevista anche la sentenza.

