Carabinieri e 118
Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Si scaglia contro il vicino con una roncola e un bastone, provocandogli lesioni per guarire le quali ci sarebbero voluti quattro mesi. E mentre gliele dava di santa ragione gli avrebbe detto: “Ti bastono perché devi morire”. “Ti ammazzo, ti ammazzo, ti ammazzo” e giù botte.
Vittima un 36enne di Soriano nel Cimino, che il 16 ottobre 2019 sarebbe stato colpito a bastonate alla testa e al volto con una ferocia inaudita anche dopo essere finito scaraventato a terra. Ha invece 71 anni l’aggressore.
I sanitari del pronto soccorso parlano nel verbale di primo intervento di una ferita lacero contusa con trauma cranico, poi ci sono i referti successivi fino alla completa guarigione che sarebbe avvenuta soltanto il successivo mese di febbraio del 2020.
Il pestaggio sarebbe giunto al culmine di mesi di persecuzioni al 36enne e alla sua famiglia, sfociati per l’aggressore nell’immediatezza in un arresto per tentato omicidio, poi nel divieto di avvicinamento, quindi in un processo per lesioni personali aggravate e stalking ormai prossimo alla conclusione davanti al giudice Silvia Mattei.
Il consulente di parte civile Alfredo Borghetti
Era il 16 ottobre di due anni fa quando l’imputato, difeso dall’avvocato Riccardo Micci, si sarebbe avventato sulla vittima, parte civile con l’avvocato Giuliano Migliorati.
Ma da mesi avrebbe dato il tormento sia a lui che ai genitori, il padre di 74 anni e la madre 71enne, arrivando anche a fare loro delle fotografie e a riprenderli con la telecamera del cellulare, costringendoli a non uscire più la sera per paura di trovarlo appostato nell’oscurità e a proteggere con il posizionamento di un grosso telone oscurante i confini dei terreni di loro proprietà.
Le indagini sono state coordinate dal maresciallo Paolo Lonero, comandante della stazione dei carabinieri di Soriano, mentre il tribunale ha nominato consulente tecnico il dottor Alessandro Pinnavaia e la parte civile il medico legale Alfredo Borghetti come consulente di parte.
Durante l’udienza di ieri Borghetti ha illustrato le differenze tra i vari tipi di lesioni, provocate da bastoni, mannaie, roncole e altri attrezzi agricoli, rispondendo anche ai dubbi sollevati dalla difesa relativamente alla possibilità di una lesione da autodifesa, autoinferta dalla vittima. Per il consulente una lesione provocata da una persona terza, che avrebbe agito utilizzando un bastone, con la volontà di menare e fare male.
Il processo è stato rinviato al 21 luglio per la discussione e la sentenza.

