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“Abbiamo invitato Legambiente a venire per fare prelievi delle acque a Nepi e vedere chi e come inquina”

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Nepi – Riceviamo e pubblichiamo – C’è chi pensa che se chiedessero, a noi agricoltori, se vogliamo frutta e verdura con pesticidi o senza, qualcuno di noi potrebbe rispondere: le vogliamo coi pesticidi? Ma è davvero questa una domanda? Con le questioni poste in questo modo si creano soltanto barricate e guerre senza alcuna possibilità che qualcuno ne esca vivo.

Nepi

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Se noi chiedessimo ai cittadini se preferiscono depuratori che funzionano e se invece li vorrebbero spenti e non operativi, cosa credete che risponderebbero? Gli agricoltori, ovvero coloro che nonostante Covid e la pandemia hanno lavorato e garantito a tutta la nazione rifornimenti alimentari e beni di prima necessità, non sono i paladini della chimica né delle sostanze pericolose per l’ambiente, per l’ecosistema o per la salute.

Anche perché, comunque la si pensi, i trattamenti in agricoltura costano e non poco. Né si può pensare che il biologico possa risolvere tutti i problemi del mondo, da questo punto di vista. Il rame fa male, è cancerogeno. Certo, se si rispettano le leggi, i regolamenti e i tempi corretti di decadenza, allora può essere utilizzato con criterio e con la giusta misura.

La stessa cosa vale per i concimi e per le altre sostanze chimiche regolate da leggi e da regolamenti che vanno rispettati e che la gran parte di noi rispetta. Cosa si crede? Che se al posto dei noccioleti o dei vigneti o degli orti ci fossero fabbriche, allora i cittadini sarebbero più tutelati e la natura più rispettata? Perché una cosa è certa: gli uomini devono lavorare e produrre, e ciò a cui la nostra natura ci ha condannati fin da quando Adamo ed Eva o chi per loro è stato posto su questa terra. 

Ma andiamo a vedere cosa sta succedendo.
 
Da qualche mese sembra che sindaci, politici e amministratori a vari livelli si stiano scatenando contro il nemico numero 1, ovvero gli agricoltori. Sono loro a inquinare le falde acquifere, a creare allergie e danni ai cittadini.
 
Certo, è più semplice e anche più economico indicare un nemico senza impegnarsi a dimostrare e misurare l’entità dei supposti danni provocati. Costa molto di più sostituire o far funzionare i depuratori che, se esistono, nel 75% dei casi non funziona proprio o nel 90% funziona male. No, perché a quanto pare e stando ai dati raccolti da associazioni che della tutela dell’ambiente la loro bandiera, per quanto riguarda il lago di Bolsena, per esempio, l’inquinamento dell’acqua è legato a un anello di depurazione che non funziona o non ha mai funzionato. Solo per dirne una.
 
Così come noi siamo convinti, e stiamo facendo le analisi a spese nostre (ovvero di noi contadini) per capire se a Nepi il presunto inquinamento dipenda dalla chimica agricola o dalle fogne di tutte le nostre case che finiscono tal quali nei fossi e nei campi.
 
E, badate bene, non facciamo campagne o polemiche con i sindaci: vogliamo capire. Perché solo così, e non con i proclami e additando un nemico facile da inquadrare, possiamo capire cosa stia facendo male all’ambiente e alla salute e come e su quale fronte intervenire in via prioritaria.
 
Il dubbio che ci viene è che alcuni sindaci abbiano capito che sollevare polveroni e aizzare le emozioni dei cittadini sia molto più proficuo a fini elettorali e di prestigio personale che non impegnarsi davvero in concreto e sporcarsi le mani per tentare di risolvere i problemi, insieme alla gente, alla popolazione e non contro i propri stessi cittadini. 
 
Tutto questo, ovviamente e come dicevamo al principio, non vuol dire che noi agricoltori siamo contro il biologico. Saremmo felici di poter coltivare senza chimica. La cosa assurda, però, è che in una provincia sede di una delle più prestigiose facoltà di agraria in Italia, non si cerchi un confronto e un partenariato costruttivo tra enti locali, associazioni dei lavoratori e scienziati per arrivare a definire e scoprire le possibilità di lottare contro i parassiti senza farci male.
 
O che non si cerchi di formare e informare tutti gli agricoltori sulle possibilità che eventualmente ci siano per limitare al massimo trattamenti e sostanze. Però, certo, rende di più a un politico creare nemici e aizzare una parte della popolazione contro un’altra, piuttosto che impegnarsi quotidianamente per tessere rapporti e costruire reti che aiutino la popolazione a fidarsi e ad affidarsi anche a studiosi ee esperti.
 
Oltre, ovviamente, a garantire che i depuratori funzionino. 
 
Ecco cosa pensiamo noi agricoltori. E sfidiamo chiunque a dimostrare che non si tratti di un atteggiamento e di un approccio costruttivo e positivo ai problemi. Problemi che ove esistano vanno risolti. Noi ci siamo. 
 
Per tutti questi motivi sosteniamo Assofrutti che rappresenta circa il 30-40 per cento dei coltivatori di nocciole della Tuscia e sappiamo che anche il restante 60-70 per cento dei produttori sono su questa linea. Inoltre abbiamo invitato Legambiente a venire con noi per fare i prelievi delle acque a Nepi e vedere concretamente chi e come inquina. 
 
Auspichiamo anche un confronto sulle nuove lottizzazioni di cui si parla tanto, per capire insieme quale sarà l’impatto ambientale e idrico e vedere che tipo di trattamento delle acque è previsto. Noi sulla difesa dell’ambiente ci siamo.
 
Comitato No Imu Agricola

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