Acquapendente – “Bisogna essere prudenti e alla prima avvisaglia, pronti a intervenire nuovamente”. Il sindaco, Angelo Ghinassi, è fiducioso nelle scelte prese dal governo Draghi per la ripartenza dell’Italia. Spiega il suo operato durante questi lunghi mesi vissuti con il Covid-19 e le iniziative per i cittadini di Acquapendente.
Acquapendente – Il sindaco Angelo Ghinassi
In questi lunghi mesi vissuti con il Covid-19, come ha reagito il paese? I cittadini come hanno vissuto le restrizioni in vigore?
“Molto bene. Sono stati tutti molto responsabili. Devo dire che se abbiamo contenuto il contagio è soprattutto grazie al comportamento adottato dai cittadini. Sono stati attenti alle disposizioni. Questa è la risposta più grande che potessero dare alla pandemia. Anche il comune ha svolto la sua parte. Abbiamo attivato il riscontro dei contagi con diverse modalità, anticipando in qualche modo la possibile diffusione. Abbiamo fatto degli screening ad hoc per le scuole. Ci siamo attivati il più possibile per contenerlo. Alla base, però, c’è stato il comportamento corretto dei cittadini. Rispetto a come poteva andare, a come è andata in altri casi, mi ritengo molto soddisfatto della mia cittadinanza, pur registrando 9 morti purtroppo”.
Qual è la situazione Covid attuale nel paese?
“A oggi, Acquapendente è Covid-free. Anche l’ultimo caso di positività si è negativizzato nei giorni scorsi. Complessivamente abbiamo avuto 181 contagi e 9 morti. Si tratta di anziani e di persone predisposte e fragili che purtroppo non ce l’hanno fatta. È difficile da accettare. Però fa parte di questa pandemia che non ha guardato in faccia nessuno, né ha risparmiato nulla”.
Quali sono gli obiettivi e i progetti in campo, proposti dall’amministrazione comunale, per il futuro del paese in questa fase di ripartenza?
“Puntiamo alto sul settore turistico. Lo sviluppo folcloristico deve rappresentare la vocazione principale del territorio. Abbiamo attivato un incremento importante del polo turistico di torre Alfina con l’acquisizione del bosco del Sasseto. Ora è del comune ed è fruibile al pubblico. Questo ha consentito di mettere a servizio del polo una serie di attività. Un esempio, il centro postale per i giovani nel casale Podernovo. È avvenuta la realizzazione di un nuovo parcheggio auto. È in fase di realizzazione, invece, un parcheggio riservato ai camper e ai pullman. Anche in piena pandemia, il paese di Acquapendente ha registrato circa 10mila visitatori l’anno, paganti il biglietto d’ingresso. Un aspetto importante sotto il profilo della sostenibilità economica del luogo. Un grande investimento che stiamo curando riguarda la Francigena. Una via antica che rappresenta l’altro asse importantissimo dello sviluppo economico del turismo nel nostro paese. Ovviamente fa riferimento al pellegrinaggio e la messa in sicurezza della parte nord della via. Per noi è una sfida importante. La Francigena era un luogo difficile da fruire. Oggi è possibile grazie agli interventi ricevuti. Non ancora completati, ma siamo a buon punto. Per noi rappresenta 25mila presenze in termini di ricettività, di alberghi e anche di ristorazione. Per un piccolo comune come il nostro questa è una risorsa veramente importante”.
Dal punto di vista economico, come si è mosso il comune per sostenere la popolazione in questo anno di pandemia? Quali sono stati i provvedimenti presi?
“Abbiamo sostenuto soprattutto le attività commerciali con uno sconto significativo sulla Tari e sulla gratuità dello spazio pubblico degli esercenti di somministrazione di generi alimentari. Gli esercizi hanno avuto a disposizione carta bianca su tutte le richieste fatte. Per le famiglie, colpite dal Covid-19, abbiamo attivato i sussidi alimentari. Tuttora in corso. Abbiamo contribuito anche con gli aiuti per l’acquisto di prodotti farmaceutici. In questo momento stiamo attivando un sussidio che riguarda in modo specifico tari, affitti e locazioni. Proprio per fronteggiare questa parte, speriamo finale, della pandemia. Il sostegno è stato massimo. Il comune c’è stato. Tutto quello che abbiamo potuto mettere in campo, l’abbiamo messo”.
In questo lungo periodo di pandemia, l’amministrazione comunale come ha svolto il lavoro? Ha adottato lo smart working?
“In comune la modalità smart working è stata adottata nella fase più acuta della pandemia. Attualmente non è utilizzata perché la struttura dispone di spazi abbastanza ampi per gli uffici. Permette di svolgere il lavoro in presenza con le dovute accortezze. Quello che ci aspettiamo è che altre aziende individuino in Acquapendente un luogo dove poter ubicare lo smart working. Sia in termini di struttura di coworking, un ambiente fisico dove poter posizionare gli uffici, sia per i lavoratori che intendono adottare questa modalità e scegliere Acquapendente come luogo di residenza futura. Credo sia un’ulteriore asse di sviluppo nei prossimi anni. Può dare al territorio una grande opportunità di crescita. Cerchiamo di invertire quella direzione di emigrazione che interessa, non solo Acquapendente, ma tutta l’alta Tuscia da diversi anni”.
Cosa pensa delle ultime decisioni prese dal governo Draghi per far ripartire l’Italia?
“Alla luce dei dati attuali, decisioni come quella di togliere la mascherina all’aperto nonostante la diffusione della variante Delta o altre, credo possano essere una scelta giusta e coraggiosa per far ripartire l’economia. Va monitorata molto attentamente e alla prima avvisaglia di controtendenza, bisognerebbe ripristinare le regole precedenti. Io credo questo. Alla fine ne usciremo. Ma ne dovremo uscire bene e tutti insieme. Guai a pensare che se ne esce soltanto liberalizzando. L’esempio più importante che abbiamo sottomano è quello dell’Inghilterra. Al fronte della prima dose del vaccino AstraZeneca, le istituzioni hanno deciso di riaprire tutto. Si era giunti quasi al livello zero di contagi. Oggi, però, stanno scontando quello che sappiamo. Su questo ci vuole molta prudenza. Deve essere la costante che accompagnerà questi mesi estivi. Attenzione e precauzione. L’anno scorso ci hanno fatto credere quasi di essere fuori dalla pandemia. A settembre, abbiamo pagato il conto, anche molto salato. Ci vuole molta prudenza e impegno. Alle prime avvisaglie, bisogna essere pronti a intervenire nuovamente per evitare il disastro più totale”.
Federica Focaracci
