Orte – “Idee chiare e Pd sono bloccati sul candidato sindaco, Fratelli d’Italia deve decidere cosa fare, Giuliani è chiuso in sé stesso. Noi accettiamo di parlare con tutti, ma se serve andiamo anche da soli”. Giuseppe Fraticelli lancia convinto il suo progetto Noi con Orte, per le prossime elezioni comunali: “Per la prima volta vedo un gruppo civico che include tutte le sensibilità politiche”.
Giuseppe Fraticelli
Giuseppe Fraticelli: assessore provinciale, assessore comunale, dirigente Talete. Le manca solo di fare il sindaco…
“È vero che la politica è sempre stata una parte importante della mia vita, ma non ho l’ossessione di fare il sindaco. Non è con questo spirito che ho deciso di partecipare a Noi con Orte”.
E allora perché?
“La storia inizia a settembre 2019, quando per la prima volta alcune persone mi chiesero di candidarmi a sindaco. Ma io conosco bene le amministrazioni pubbliche e so che oggi fare il sindaco è un lavoro che ti assorbe totalmente. Bisogna essere disposti a sacrificare tutto per cinque anni e io, francamente, non me la sentivo”.
Poi cosa le ha fatto cambiare idea?
“Negli ultimi mesi queste sollecitazioni sono aumentate notevolmente e sono arrivate anche da persone con una storia politica completamente diversa dalla mia. Poi si sono aggiunte le associazioni civiche e sportive, anche loro con la stessa richiesta. E tutti quelli che mi avvicinavano promettevano di candidarsi a loro volta insieme a me. Ormai non potevo tirarmi indietro”.
Quest’accelerazione da parte sua è coincidente con la caduta della giunta Giuliani?
“No, la genesi di Noi con Orte è slegata dalle vicende dell’ultima maggioranza. Ma non nego che molte persone che mi hanno offerto supporto sono elettori delusi da Giuliani”.
Come sta andando il vostro radicamento sul territorio?
“Nel coordinamento di Noi con Orte ci sono esponenti di partiti politici, come Emilio Valenti di Forza Italia e Marco Tofone della Lega, ma ci sono anche persone che provengono da aree completamente diverse. Questo è un grande vanto: per la prima volta vedo un progetto civico che supera davvero le divisioni, che attira le associazioni del territorio e che si apre al dialogo con ogni tipo di sensibilità. Abbiamo già dato una mano all’Ortana calcio a risolvere il problema dello stadio inaccessibile, usando i nostri contatti per creare un rapporto col comune di Bassano in Teverina”.
Crede che gli altri non sarebbero stati capaci di farlo?
“Le ultime amministrazioni comunali di Orte hanno avuto tutte un grande limite: si sono isolate, lasciando la città fuori da dinamiche potenzialmente molto positive. Non c’è stata nessuna attenzione ai rapporti coi comuni limitrofi e con le istituzioni superiori: rapporti che, invece, vanno coltivati con cura, perché Orte è uno dei comuni più importanti della provincia”.
C’è qualche soggetto politico con cui immagina più volentieri un’alleanza?
“Abbiamo ricevuto richieste d’incontro da parte di tutti, dal Pd a Fratelli d’Italia, e con tutti abbiamo accettato di parlare. Non abbiamo mai avuto preclusioni per nessuno, sceglieremo chi presenterà il progetto che riterremo più valido”.
Ma come sono andati questi incontri?
“Fratelli d’Italia è fermo in una fase di riflessione interna, ma l’interlocuzione è più che recuperabile. Il Pd e Idee chiare sono in stallo sulla scelta di un candidato sindaco condiviso. Noi stiamo tranquilli e cresciamo giorno dopo giorno, vediamo come andrà a finire”.
Non teme di rimanere col cerino in mano?
“Fratelli d’Italia rischia di restare isolato molto più di noi, perché ha preso una posizione netta che non permette di dialogare con l’area di centro-sinistra. Noi, invece, siamo cercati da tutti e lavoriamo per trovare convergenze. Ma non escludiamo nessuna ipotesi, nemmeno quella di correre da soli”.
Non è stato un problema per Tofone, che rappresenta la Lega a Orte, parlare col Pd?
“No, semmai in certi casi è successo il contrario. Ma i colloqui sono andati sempre avanti in maniera molto serena, almeno da parte nostra”.
E con Giuliani ha pensato di parlare?
“Non avrei problemi a farlo, lo conosco da quando faceva l’assessore nella giunta in cui era sindaco mio padre. Ma lui, a quanto ne so, non vuole incontrare nessuno. Ha tutto il diritto di volersi ricandidare, ma dopo la sfiducia e dopo aver perso quasi tutti quelli che erano in giunta con lui, avrebbe dovuto fare un’autocritica sul suo operato, che invece è mancata completamente. Il suo gruppo si è posto dall’inizio come un pacchetto già chiuso, senza nessun compromesso. Se queste sono le condizioni, non possiamo farci niente”.
Lei ha lunghi trascorsi all’interno di Talete e sa che Orte è uno dei comuni che più di tutti si oppone all’ingresso nella partecipata dell’acqua pubblica. In che posizione si collocherebbe, se dovesse trovarsi a fare il sindaco?
“Chi usa la Talete per screditare la mia figura fa un attacco strumentale. Visti i miei trascorsi, posso anche dire che pochi conoscono la realtà dell’acqua pubblica meglio di me. Se tutti i comuni dell’Ato avessero aderito dall’inizio, si sarebbero create economie di scala che, unite a un sostegno della regione, avrebbero permesso di calmierare le tariffe. Questa situazione di ambiguità, invece, ha generato condizioni negative e anche io, da sindaco di Orte, farei doverosamente gli interessi della mia cittadinanza e chiederei che la legge fosse uguale per tutti. Per fortuna l’approvazione del nuovo Odg presentato da Enrico Panunzi consentirà di superare finalmente questi problemi”.
Qual è il punto più importante del suo programma elettorale?
“Garantire i servizi essenziali alla vita quotidiana del cittadino. Il secondo step è migliorare i rapporti inter-istituzionali, che ci consentiranno di fare grandi progetti. Per fare queste due cose, è indispensabile ricostruire la macchina amministrativa: il personale degli uffici va valorizzato e l’organico va ampliato, perché altrimenti la burocrazia non va avanti e il comune si paralizza”.
Alessandro Castellani
