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A giudizio per aver seminato il panico alla fermata, ma nel frattempo è deceduta…

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Monterosi – (sil.co.) – Due anni fa, il 26 luglio 2019, ha seminato il panico alla fermata del bus sulla piazza centrale di Monterosi. Ma il processo non si farà.

Nel frattempo l’imputata, un’italiana accusata di lesioni e danneggiamento, è morta e sul suo corpo sarebbe stata disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso.

E’ emerso alla prima udienza dedicata all’ascolto dei testimoni, ma al tribunale il certificato di morte non è ancora pervenuto. 


Carabinieri

Carabinieri


La triste vicenda è emersa davanti al giudice Roberto Colonnello, che martedì avrebbe dovuto sentire le persone offese, una delle quali si è costituita parte civile. Si tratta di due donne e un uomo, che sono stati aggrediti con una violenza inaudita, davanti ai carabinieri intervenuti due volte, al punto da dover ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso a causa delle lesioni riportate.

In attesa che venga acquisito il certificato di morte, non ancora a disposizione del tribunale, il giudice ha ascoltato soltanto uno dei carabinieri intervenuti, in quanto nel frattempo trasferito al settentrione, per non doverlo fare eventualmente ritornare.

Erano circa le 18,30 quando è scattato l’allarme. “Quando siamo arrivati sul posto – ha detto al giudice il testimone – abbiamo trovato una situazione difficilissima da gestire. L’imputata, nonostante fosse stata già sedata dal 118, in evidente stato di alterazione psicofisica, si scagliava con una violenza inaudita contro le persone che si erano radunate, incuriosite dalla scena. Le vittime hanno riportato graffi, ematomi, perdevano sangue dalla testa, dal viso e dalle braccia. Una cosa mai vista”.

Il processo è stato rinviato al 16 luglio quando, recuperato il certificato di morte dell’imputata, il reato sarà dichiarato estinto in seguito al suo decesso. 


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