Viterbo – Gloria si trasforma, ecco come sarà la macchina di Santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi. O almeno, come potrebbe essere, se il trasporto il prossimo 3 settembre si dovesse riuscire a fare.
L’ideatore, insieme a Massimo Telari e con il supporto della famiglia Fiorillo, i costruttori, sta lavorando da tempo a un cambiamento che se messo in atto, farà rimanere a bocca aperta i viterbesi.
Raffaele Ascenzi col bozzetto di Gloria
Gloria si colora, le statue degli angeli, parti della macchina assumono una nuova fisionomia, osservando le foto che Ascenzi ha pubblicato. Intento a lavorare, insieme a Telari.
La trasformazione non ha solo un valore estetico, visivo, va oltre. Un forte messaggio per il periodo che stiamo vivendo e che l’ideatore vuole lanciare. “Torneremo presto a vivere e sognare – spiega Ascenzi – ci abbracceremo di nuovo per condividere una gioia e il piacere sarà ancora più intenso.
Michele Telari
Non so ancora se il 3 settembre vedremo ancora una volta Gloria, ma se le condizioni fossero favorevoli e si riuscisse a trovare una soluzione per rendere fattibile in piena sicurezza il trasporto, vorrei che fosse ricordato come il giorno della rinascita e della speranza”.
Di quel giorno, l’ideatore offre un’anteprima. “Desidero svelarvi un’idea che probabilmente non vedrà mai la completa realizzazione, ma che mi ha regalato forti emozioni e per questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle prime fasi di studio, partendo dal maestro Michele Telari, che oltre ad avere un’eccezionale tecnica pittorica, è soprattutto un amico e un grande studioso della nostra tradizione”.
Che stesse pensando a qualcosa, Raffaele Ascenzi lo aveva accennato, senza mai scendere nei dettagli.
“Abbiamo lavorato in gran segreto al termine dell’ultimo trasporto e ancora non sapevamo nulla di ciò che a breve sarebbe successo.
Grazie anche alla famiglia Fiorillo per aver messo a disposizione ogni mezzo e per aver sposato con entusiasmo l’idea di trasformare Gloria per quello che sarebbe stato il suo ultimo passaggio. Viva santa Rosa, sempre”.
Giuseppe Ferlicca




