Ronciglione – Andrea Landolfi assolto con formula piena dall’accusa di omicidio volontario e per omissione di soccorso. È stato rimesso immediatamente in libertà tra le lacrime dei familiari. È stato invece condannato a 4 anni di reclusione per lesioni alla nonna.
Dopo oltre dieci ore e mezza di camera di consiglio, i sei giurati popolari della corte d’assise presieduta dal giudice Eugenio Turco, Roberto Colonnello a latere, alle 20,10 hanno emesso la sentenza per la morte di Maria Sestina Arcuri.
Processo Landolfi – La gioia dopo la sentenza
Si è chiuso così il processo di primo grado per la morte di Maria Sestina Arcuri, precipitata dalle scale di casa della nonna del fidanzato, in un appartamento su due piani di una palazzina quadrifamiliare di via Papirio Serangeli a Ronciglione, verso le due della notte tra domenica 3 e lunedì 4 febbraio 2019.
I genitori e i due fratelli della vittima, parte civile con l’avvocato Vincenzo Luccisano, un mese fa hanno chiesto l’ergastolo. I difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, coadiuvati nel corso del processo dalla criminologa Roberta Bruzzone, ancora una volta questa mattina hanno fatto appello alla corte d’assise per l’assoluzione, perché il fatto non sussiste o perché non costituisce reato.
Il processo é entrato nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni in pieno lockdown, il 14 maggio 2020, senza nemmeno la stampa in aula. Alla lettura del dispositivo, oltre all’imputato, erano presenti i familiari di Andrea e Sestina. A partire da nonna Mirella Iezzi, coadiuvata dall’avvocato Gianluca Fontana. L’ottantenne è stata iscritta nel registro degli indagati dal pm Franco Pacifici perché per difendere il nipote avrebbe mentito, per omissione di soccorso e abbandono di incapace.
Processo Landolfi – L’attesa della sentenza
Maria Sestina Arcuri è morta mercoledì 6 febbraio 2019 all’ospedale di Belcolle, dopo un intervento chirurgico alla testa e due giorni di agonia. All’ospedale di Viterbo è giunta in ambulanza verso le 7 di lunedì 4 febbraio. L’allarme al 118 è giunto alle 5,56, quattro ore dopo la caduta.
Andrea Landolfi è finirlo in carcere sette mesi dopo quella maledetta notte tra il 3 e il 4 febbraio di due anni fa.
Il 32enne, per cui la procura di Viterbo ha chiesto l’arresto un mese dopo la tragedia, non appena depositato l’esito dell’autopsia, secondo cui la fidanzata è stata uccisa, è in carcere dal 25 settembre 2019.
Processo Landolfi – La gioia dopo la sentenza
Quando il 25 settembre 2019 Landolfi è stato portato in carcere, dal presunto delitto erano passati sette mesi, trascorsi dal giovane in una comunità sulla Cassia, tra Viterbo e la capitale, in seguito a una serie di ricorsi e controricorsi di accusa e difesa.
Ricorsi che si sono conclusi un anno e 10 mesi fa con il via libera definitivo alla misura di custodia cautelare in carcere da parte della corte di cassazione di Roma, la chiusura dell’inchiesta e la richiesta di giudizio immediato, subito accolta con fissazione al 9 dicembre 2019 della prima udienza del processo in corte d’assise.
Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri
Multimedia: Fotocronaca: Il giorno della sentenza – Video: La lettura della sentenza
– Morte di Maria Sestina, oggi è il giorno del verdetto per Landolfi



