Roma – Passa all’unanimità in consiglio dei ministri la riforma della giustizia.
Viterbo – La ministra Marta Cartabia
L’ok al pacchetto di proposte su processo penale e prescrizione, firmato dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia, è arrivato dopo una lunga discussione e una breve sospensione. Nel corso della seduta del Cdm, il presidente del consiglio Mario Draghi è intervenuto per sbloccare la situazione di stallo. Draghi, riferiscono fonti dell’esecutivo, ha chiesto se tutte le forze politiche di maggioranza sostengono le norme e se sarà così anche in Parlamento. Una richiesta a cui nessuno ha risposto negativamente.
L’intervento è corposo: dal reset della durata delle indagini preliminari, al contingentamento della obbligatorietà dell’azione penale e al capitolo sanzioni e riti alternativi, ma soprattutto per il ritorno parziale della prescrizione.
Indagini preliminari. Si prevede, secondo quanto si apprende, l’introduzione di termini stretti per la durata delle indagini preliminari, affidate al controllo dei gip. L’ipotesi più accreditata – tra quelle emerse – concede sei mesi dalla data in cui la persona viene iscritta nel registro delle notizie di reato per le contravvenzioni. Per i delitti più gravi si passa a diciotto mesi, è il caso del narcotraffico, associazioni mafiose, terrorismo. Resta la soglia dei dodici mesi per gli altri reati. Solo una volta il pm potrà chiedere la proroga dei tempi di indagine, per non oltre sei mesi, e solo nei casi di maggiore complessità. Il giudice avrà il controllo dei tempi e allo spirare dei termini potrà chiedere al pm di prendere le sue decisioni sul destino del fascicolo aperto.
Azione penale. Non sarà più a totale discrezione delle procure e il principio della obbligatorietà trovera’ un ‘correttivo’ nelle indicazioni che verranno dal parlamento che stabilirà le priorità sulle quale concentrarsi . Ogni anno il guardasigilli nella sua relazione sullo stato della giustizia darà delle ‘coordinate’ sotto forma di atto di indirizzo.
Giustizia riparativa. Sfoltire, drasticamente, i fascicoli penali. Con l’ampia apertura alle sanzioni alternative come la ‘messa alla prova’ che contempla la possibilità per l’indagato di chiedere subito al giudice nella fase delle indagini preliminari di fare i lavori socialmente utili. Il processo viene sospeso e se l’indagato svolge correttamente l’impegno che gli è stato affidato si arriva al proscioglimento per prescrizione del reato. Si preme molto anche sui riti alternativi come i patteggiamenti. Cartabia, durante la riunione di governo, ha detto che lo sforzo più grande durante i lavori è stato quello di “dare un’immagine del processo penale in cui tutti potessero riconoscersi”.
Il tema più sensibile – quello che ha causato lo stallo col M5s – è quello sulla prescrizione. L’ultima riforma è stata fatta dal governo Conte, ministro il pentastellato Bonafede e la proposta di Cartabia prevede di salvare la riforma per il primo grado, con il decorrere della prescrizione sostanziale, mentre per i gradi successivi di introdurre un meccanismo processuale di “improcedibilità”: due anni di tempo per chiudere l’appello, un anno per la cassazione, decorsi i quali il processo si chiude. Non sono previsti sconti di pena per il condannato mentre per l’assolto termina ogni procedimento.
