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“Perché prendersela con un disabile e lasciare la carcassa di un piccione vicino alla finestra?”

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Viterbo - Carcassa di piccione nel richiastro
Viterbo - Carcassa di piccione nel richiastro
 

Viterbo - Carcassa di piccione nel richiastro


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa è una piccola storia. Di chi, sulla sedia a rotelle, si affaccia sull’unica finestra della sua stanza che prende luce da un richiastro, a noi inaccessibile, e di proprietà privata.

Ad un metro c’è la carcassa di un povero piccione. Da 40 giorni. La polizia locale e la Asl sono state qui sabato scorso; hanno redatto il verbale su mia Pec del 9 giugno. Hanno chiamato il proprietario del richiastro.

Costui ha detto che la colpa di tale situazione non è sua e, soprattutto, non ha inteso rimuovere il povero animale. Né mantenere pulito il richiastro…

La picciona femmina, che accompagnava il maschio, morto perché imbrigliato in una rete rotta, ha nidificato quasi al suo fianco (ho scritto perfino alla Lipu perché mi consigliassero il da farsi).

Una storia triste, piccola ma eclatante. Perché prendersela con una disabile? E lasciare per 40 giorni – ad un metro… è stata presa la misura… – la carcassa di un piccione? Non possiamo fare nulla. Come mai al proprietario di un richiastro privato è consentito tutto questo?

Anche farla in barba alla Asl, alla polizia locale, ai vicini, alle regole minime di civile convivenza? Lui ancora non abita quella casa; ciò che succede, nel frattempo, non gli interessa.

Nemmeno che la sua incuria colpisce chi non si può difendere. Ovvero, una disabile, che trascorre 10 ore della giornata davanti a quella finestra.

Alfredo Passeri


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