Roma – Fare subito come Macron, applicando “sul serio” il green pass. È la proposta che arriva dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.
Pierpaolo Sileri
In un’intervista al Messaggero, Sileri sottolinea come seguire l’esempio della Francia, che ha reso obbligatoria la certificazione verde per andare nei bar o nei ristoranti o per salire su treni e aerei, “è sicuramente una scelta giusta”.
Dal sottosegretario alla Salute arriva così l’indicazione sulla strada da seguire. Bisogna applicare “sul serio” il green pass, far cadere la quarantena per chi ha ricevuto due dosi, rivedere i parametri nel giro di una o due settimane. “Pensiamo alle discoteche – riflette – se concedessimo ai locali di aprire per i clienti con il Green pass, avremmo la corsa di chi ha tra i 18 e i 40 anni a vaccinarsi”. Perché “il green pass oggi è un mezzo per non tornare indietro quando i contagi saranno più elevati”.
Favorevoli a questa linea anche alcune regioni, categorie e forze politiche. In tanti in queste ore infatti stanno dando seguito al parere del commissario per l’emergenza, Francesco Figliuolo, per il quale il sistema del green pass potrebbe dare una spinta agli indecisi del vaccino, anche se andrebbe comunque fornita l’alternativa del tampone per rispettare gli equilibri costituzionali. Vicini a questa linea sono diversi parlamentari del Pd e alcuni governatori, mentre la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, parla di “follia anticostituzionale” e di “idea raggelante”. Stessa posizione di Salvini, che commenta: “Non scherziamo”. Anche le categorie sono divise: Fipe-Confcommercio paventa pesanti penalizzazioni per i ristoratori ma per Federalberghi sarebbe un provvedimento “sacrosanto”.
