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“Servizio sanitario insufficiente per i detenuti ricade sulla penitenziaria”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Unione sindacati polizia penitenziaria su segnalazione dei propri associati, evidenzia la grave situazione in cui versa il servizio sanitario specialistico e psichiatrico, ritenuto insufficiente per gestire una popolazione detenuta di 550 detenuti circa per la quale oltre una cinquantina con problemi comportamentali dove vengono posti a grande grandissima sorveglianza.

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla


Un servizio psichiatrico che dovrebbe garantire tali esigenze che per motivi di varia natura oltre sotto organico (attualmente si avvale di un unità medico psichiatra ci riferiscono fonti interne), che in caso di assenza la sostituzione viene garantita solo su chiamata urgente che però ha detta della popolazione detenuta come riferiscono dall’interno lamentano la difficoltà a essere visitati.

Questo ricadrebbe, a detta del personale di polizia penitenziaria, sulla gestione di soggetti con gravissimi problemi comportamentali e volontarietà all’autolesionismo continuo anche ripetuti nella stessa giornata che provoca ripercussioni nel garantire l’incolumità fisica loro e di altri detenuti nonché della stessa polizia penitenziaria.

Non da meno è la carenza del servizio specialistico poliambulatoriale interno al carcere dove la popolazione detenuta per avere un controllo dentistico, denuncia mesi e mesi di attesa.

Le responsabilità della scelta di affidare il sistema sanitario penitenziario a quello nazionale è stata una scelta politica e questo andrebbe migliorato e supportato per l’esigenze reali del sistema carcere e la sanità regionale del Lazio deve impegnarsi al massimo per garantire tale situazione, verificando la situazione con estrema urgenza a favorire la salute dei detenuti, ma anche la sicurezza penitenziaria che ricade sulla polizia penitenziaria in primis.

Oggi la struttura carceraria di Viterbo, può avvalersi di una piccola sezione infermeristica di pochi posti dove possono essere ristretti i detenuti con patologie rilevanti e altrettanti ne servirebbero.

A questo si aggiunge la sezione Covid dove vengono ubicati per un isolamento preventivo i detenuti provenienti da altre realtà esterne al penitenziario per la quale necessitano di altri 10 giorni isolamento da altri ristretti.

Proprio in una sezione è ubicato da giorni un detenuto straniero che per motivi comportamentali legati sembrerebbe anche alla sua condizione psichiatrica, sbatte in continuazione i suppellettili della sua cella emettendo il rimbombo in tutta l’istituto, provocando “nervosismo con insulti dalle finestre degli altri reparti dei detenuti presenti nell’ora della notte e ubicati anche nella stessa sezione”.

Questo ricade anche sulla polizia penitenziaria che evidentemente non sembra interessare a nessuno, considerato che deve essere garantita la vigilanza h24 tutti i giorni.

La competenza dovrebbe essere del sistema sanitario, che però per i motivi sopra esposti sembrerebbe non riuscire a risolvere, pur mettendo impegno. Per questi motivi chiediamo l’intervento dell’assessore della Regione Lazio e degli organismi competenti anche a tutela della salute sui luoghi di lavoro che tale condizione sta mettendo in grosso pericolo la polizia penitenziaria.

Unione sindacati di polizia penitenziaria


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