Vignanello – “Quando l’ho sentita urlare è stato un impeto, sono salita. Il principale pensiero che ho avuto è stato che lei potesse vedermi non come agente di polizia locale, ma come donna. Ho pensato che le avrei dato un po’ più di fiducia”. A raccontare quei momenti concitati durante l’incendio di una palazzina a Vignanello e del pericolo che hanno corso una madre con il suo bambino di 15 mesi, è la vigilessa Ines Ricci.
Lei era lì insieme ai vigili del fuoco, un collega e alcuni cittadini quando, il 10 agosto, uno stabile del centro storico di Vignanello ha preso fuoco e una bombola è esplosa. Era lì quando la mamma di un bimbo di 15 mesi gridava aiuto dal balcone. Ed è stato anche grazie al suo intervento che la donna è stata messa in salvo.
Il piccolo era stato già preso e portato al sicuro.
Ma ci tiene a non essere definita eroina. Ines racconta di aver fatto semplicemente il suo dovere, di aver aiutato una persona in pericolo, come avrebbero fatto tutti.
“Ero in servizio ordinario e sono stata chiamata dai vigili del fuoco – racconta Ines Ricci -. Ho sentito che erano molto agitati e mi dicevano di correre. La cosa che mi è saltata all’occhio andando con il mio collega era questa signora sul balcone. C’erano delle fiamme. Il mio collega ha detto di voler prendere un piede di porco e valutare il da farsi. Io in quell’attimo ho visto la signora che urlava e lì vicino l’inquilino del piano di sotto che, sentendola urlare, d’istinto è salito. Nel balcone adiacente dove c’era la signora e da dove uscivano le fiamme c’era un’altra persona, un uomo”.
Una volta capita la situazione tutto si è svolto all’improvviso.
“Quando l’ho sentita urlare è stato un impeto – racconta la vigilessa -. Quando sono entrata nella scalinata adiacente al palazzo dove c’erano le fiamme, sono salita di sopra dove l’altra persona credo avesse già rotto la finestra per accedere al balcone dalla scala. Mentre io salivo, il bambino era già stato preso e portato in sicurezza nelle mani di un’altra signora”.
Vignanello – Incendio in appartamento
Ines è salita, è andata sul balcone vicino mentre la donna urlava in stato di shock e non capiva dove fosse il bambino.
“Ho alzato un po’ la voce e le ho detto ‘Guardami, non guardare di sotto, prendi le mani di questo signore vicino a me, poi ti prendiamo e ti trasciniamo di qua”.
Per permettere alla donna di salvarsi è stata messa una scaletta in modo che facesse da ponte tra il balcone in fiamme e il balcone dove si trovava la vigilessa. “Ci sono voluti due o tre tentativi perché la signora andava in shock – spiega Ines – si sentiva svenire, è stato un momento concitato. Poi ho urlato, è venuta verso di me, l’ho presa e l’ho portata di sotto. Di lì a poco si è sentito questo forte boato e la successiva fiammata. Nel frattempo sono arrivati i vigili del fuoco e sono entrati dentro”.
Vignanello – Incendio in appartamento
L’intervento dei pompieri in via Garibaldi è durato dalle 12 circa fino alla serata dello stesso giorno.
“Sono stati tanti, bravi, hanno avuto una giornata in cui è stata messa a dura prova anche la loro fisicità e li ringrazio tantissimo perché fanno parte di una categoria sottopagata per ciò che fanno – dice Ines -. Da parte mia sento solo di dire che io ho fatto il mio dovere, la stessa cosa che avrebbero fatto in tanti. Sono stata contenta di come è andata nonostante i danni che ci sono stati. E’ stata una situazione davvero brutta che si è protratta fino al giorno successivo: abbiamo dovuto di nuovo chiamare i pompieri, sono riprese le fiamme e ci vorranno dei giorni prima che si sia veramente spento tutto.
Forse non lo avrebbero fatto tutti, ma tanti sì: perché quando sei lì e c’è una vita che devi salvare, ci provi. Io sono partita. Quando ho sentito il boato ci ho pensato che è stato pericoloso, ci ho pensato. Con me, poi, è salito anche il mio collega che vorrei ringraziare”.
Vignanello – Incendio in appartamento
Ines Ricci non ha agito solo da vigilessa, ma da donna. In quel momento di pericolo in cui il tempo scorreva veloce e bisognava agire rapidamente, ha pensato che la cosa più efficace per salvare la giovane madre e incoraggiarla ad attraversare quel “ponte” tra un balcone e l’altro, fosse proprio il suo essere donna. Questo, secondo Ines, in quel momento le avrebbe potuto dare più coraggio e fiducia.
“Riesco solo a dire che io sono andata – ricorda Ines -. Sono andata anche perché il principale pensiero che ho avuto è stato che lei potesse vedermi non come agente di polizia locale, ma come donna. Perché ho pensato che le avrei dato un po’ più di fiducia. Sono salita con questo pensiero: che si potesse fidare e affidare a me cercando anche di aiutare quel ragazzo a cui fa onore il fatto che sia salito per cercare di salvare queste persone”.
Il ringraziamento di Ines, oltre ai soccorritori che hanno agito con lei, al collega Alberto Mastrogregori “che si è prodigato tantissimo” e agli altri suoi colleghi accorsi in seguito in via Garibaldi, va ai cittadini, Mario Filippi e Vittorio Barberris, che hanno dato una mano in un momento così pericoloso. “Non voglio passare da eroina – sottolinea -, lo avrebbe fatto chiunque di fronte a una vita da salvare. Sotto al palazzo c’erano anche diverse persone di Vignanello e il senso civico è bene che venga messo in rilievo, sono stati tutti molto molto bravi. Da sotto le persone hanno visto tutto ciò che ad oggi non so tanto raccontare perché è stato fatto tutto d’impulso e nel più breve tempo possibile. Sono semplicemente contenta di come è andata”.
Elisa Cappelli
Articoli: Il sindaco di Vignanello, Grattarola: “Ho chiamato un’altra volta i vigili del fuoco, il focolaio stava ancora covando” – Casa in fiamme ed esplosione di una bombola, madre e figlio di 15 mesi salvi per miracolo – Esplosione in casa, bloccati mamma e bambino


