Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Andando controcorrente e rispondendo ai molti esperti di ordine pubblico dell’ultima ora, crediamo sia necessario fare un po’ di chiarezza sulla vicenda del rave party di Viterbo. Lo facciamo sotto un profilo squisitamente tecnico perché l’idea di una resa dello stato non ci sembra coerente con quella che è una scelta (secondo noi correttissima) di evitare scenari di straordinario rischio.
Valentano – Il rave del lago di Mezzano – Il posto di blocco della guardia di Finanza
Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vasto è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone, in più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile.
In uno scenario di questo tipo l’intervento prevederebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l’uso dei lacrimogeni rischia d’innescare incendi con esiti drammatici.
Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità. Per questo, il nostro giudizio sull’operato del questore è assolutamente positivo e gli rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza.
Siamo consapevoli che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori.
Inoltre, l’azione di persuasione dell’autorità di pubblica sicurezza ha portato, ad oggi, all’allontanamento dall’area di circa 1.500 soggetti.
Girolamo Lacquaniti
Associazione nazionale funzionari di polizia
