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Murale “La tua Rosa”, per qualcuno è forse “kitsch”?

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Viterbo – Murale “La tua Rosa”, per qualcuno è forse “kitsch”? Così sembrerebbe…

“Parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli” diceva Oscar Wilde e la sua celebre frase è finita per essere il mantra di gran parte degli artisti, specialmente quelli un po’ bistrattati o poco compresi. Chissà se la pensa così anche Fabio Fasanari, alias Faziarte, autore del murale “La tua Rosa” realizzato su una vecchia cabina Enel in via Francesco Baracca a Viterbo.

Viterbo - La scritta "Kitsch" sotto il murales "La tua Rosa" in via Francesco Baracca

Viterbo – La scritta “Kitsch” sotto il murale “La tua Rosa” in via Francesco Baracca


L’opera fin da subito ha scatenato le reazioni più diverse.

In molti hanno detto la loro: alcuni soffermandosi solo sull’estetica dell’immagine, che a prescindere da come la si pensi è oggettivamente bella da vedere (sicuramente più di una parete grigia con l’intonaco scrostato), altri addentrandosi nei meandri della critica d’arte e sviscerando teorie iconografiche di altissimo livello sui social network (in genere gli stessi che qualche settimana prima erano allenatori di calcio più esperti di Roberto Mancini e qualche giorno dopo centometristi più preparati di Usain Bolt).

Insomma “La tua Rosa” ha fatto parlare di sé e ha fatto versare fiumi di inchiostro (o meglio di caratteri battuti sulla tastiera di un computer o di uno smartphone) nell’arco di queste sue prime due settimane di vita. 

Viterbo - La scritta "Kitsch" sotto il murales "La tua Rosa" in via Francesco Baracca


Qualcuno però stavolta non si è limitato a parlarne o a scriverne sulla propria pagina Facebook. Ieri mattina, infatti, una nuova scritta è apparsa proprio ai piedi del murale al civico 69 di via Francesco Baracca.

Una sola parola: “kitsch” e accanto una freccia che punta in alto, molto probabilmente, appunto, verso l’opera. Un caso? Può darsi. Un commento poco carino nei confronti del dipinto? Potrebbe essere.

La notizia positiva (se proprio dobbiamo trovarci qualcosa di positivo in questo gesto) è che, almeno, chiunque l’abbia scritto non l’ha fatto imbrattando l’opera. “La tua Rosa” è rimasta intatta com’era perché questa parola è stata impressa con dell’inchiostro nero di una bomboletta spray su un muretto che si trova subito sotto la cabina dell’Enel dipinta.

Accanto, tra l’altro, ce ne era già un’altra in rosso di scritta, ma quella era lì già prima che Fabio Fasanari realizzasse il suo dipinto.

Ma torniamo alla nuova scritta, con tanto di freccia accanto, che recita “kitsch”. Questa parola, per dirla citando testualmente il vocabolario della Crusca, vuol dire: “produzione di oggetti presuntamente artistici, ma in realtà caratterizzati da ornamentazione eccessiva e dozzinale, banali e di cattivo gusto”.

Beh, senza entrare nel merito di quanto possa o meno piacere “La tua Rosa” ai viterbesi, forse a essere di cattivo gusto è più questa scritta nera a caratteri cubitali comparsa all’improvviso sotto il murale, che il murale stesso.

Anche perché quest’ultimo è stato realizzato su commissione da un’artista che ha vinto un concorso di E-distribuzione. La scritta, invece, è solo un obbrobrio con il quale è stato imbrattato un muro…

Francesca Buzzi


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