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Raccolte oltre 500mila firme per il referendum per la legalizzazione dell’eutanasia

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Roma – Il referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia si potrà fare. Con un mese e mezzo di anticipo rispetto alla fine della campagna, sono state infatti raccolte le 500mila firme necessarie per indire la consultazione popolare.


Raccolta firme per il referendum per l'eutanasia legale

Raccolta firme per il referendum per l’eutanasia legale


Ne dà notizia l’associazione Luca Coscioni, promotrice della raccolta firme. Stando alle cifre comunicate al Comitato promotore, nei vari tavoli e stand dislocati in tutto il territorio nazionale sono state raccolte circa 430mila firme, alle quali vanno aggiunte le oltre 30mila sottoscrizioni online e un numero ancora imprecisato di firme raccolte nei comuni. 

La campagna è iniziata il primo luglio e puntava ad ottenere le 500mila firme necessarie a indire il referendum entro il 30 settembre. Ora che è stato raggiunto con un mese e mezzo di anticipo, l’obiettivo viene esteso alle 750mila sottoscrizioni, ovvero il 20 per cento in più di quelle necessarie, per dare maggiore forza alla richiesta di legalizzazione dell’eutanasia. “Nell’esprimere profonda gratitudine per le migliaia di volontarie e volontari che stanno dedicando parte delle proprie vacanze a fornire il servizio pubblico dell’esercizio del diritto al referendum – si legge nel comunicato dell’associazione Luca Coscioni -, vogliamo sottolineare che la raccolta firme naturalmente prosegue con ancora maggiore forza, con l’obiettivo di raccogliere almeno 750.000 firme entro il 30 settembre in modo da mettere in sicurezza il risultato da ogni possibilità di errori nella raccolta, ritardi della pubblica amministrazione e difficoltà nelle operazioni di rientro dei moduli”.

Per Marco Cappato, attivista e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, essere riusciti a raccogliere oltre 500mila firme in un mese e mezzo “è la dimostrazione che sulla libertà le persone sono avanti rispetto a tanta parte di quello che un tempo si chiamava ceto dirigente, semplicemente perché hanno vissuto direttamente, stando accanto a una persona che soffre, l’importanza di essere liberi di decidere fino alla fine sulla propria vita”.

Quello che l’associazione Luca Coscioni intende chiedere è un referendum parzialmente abrogativo dell’articolo 579 del codice penale nella parte in cui vieta l’eutanasia attiva. Obiettivo dell’intervento referendario è quello di consentire l’eutanasia attiva nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della consulta sul “caso Cappato”, ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.


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