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Santa Rosa del 1899, grazie a un pompiere salito sulla macchina evitato l’incendio

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Monsignor Simone Medichini

Monsignor Simone Medichini


Viterbo – Il “Diario” di monsignor Medichini, conservato al Cedido – Centro diocesano di documentazione per la storia e la cultura religiosa a Viterbo, non finisce mai di stupire. Più si legge e più ci si accorge della enorme quantità di informazioni che in esso sono contenute relativamente al periodo 1861 – 1915. Monsignor Simone Medichini (1831-1916) ha dedicato la maggior parte della sua vita (55 anni) al servizio pastorale nella parrocchia di Sant’Angelo in Spatha in piazza del Comune. Non solo sacerdote esemplare ma anche studioso di diverse discipline. Un cronista attento che ha annotato, quasi quotidianamente, oltre alle attività della comunità religiosa di Viterbo, anche molte considerazioni scaturite dai suoi poliedrici interessi scientifici, ricreativi e culturali.

Un’opera monumentale manoscritta di 1334 pagine, disponibile al Cedido in fotocopie, con l’aggiunta di due indici, che da un secolo attende di essere conosciuta da un pubblico più vasto. Sarebbe importante, a questo punto, che qualcuno finanzi la sua trascrizione e la sua pubblicazione.


Il documento ufficiale

Il documento ufficiale


Interessante, tra le altre tantissime notizie, la rottura del cupolino e l’incendio dei capelli della statua di Santa Rosa della Macchina trasportata nel 1899. Un fatto che da il senso della minuziosità e della quantità di notizie contenute nel Diario di Simone Medichini. Cosi lui scrive, infatti, il 4 settembre del 1899: “Iersera alla Macchina si ruppe e fu tolto il cupolino nella mossa, ossia nell’uscir dalla tettoia; quando stava per rimuoversi, dopo la posa vicino alla piazza del Comune, presero fuoco i capelli di S. Rosa figurata nel risanar la cieca, indi prese fuoco la statua che un pompiere prontamente salito tolse di luogo e gettò a basso e così evitò l’incendio generale. Nel resto la Macchina andò bene”.

Silvio Cappelli


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