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Sedicente commercialista condannato a otto mesi

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Viterbo – (sil.co.) – Si dice commercialista ma i guai col fisco restano, denunciato dal cliente è stato condannato a otto mesi e al pagamento dei danni.

Imputato un “professionista” settantenne con studio a Orte, vittima un trentenne di Vallerano cui il giudice Silvia Mattei ha riconosciuto una provvisionale di 1200 euro in vista di un più cospicuo risarcimento danni in sede civile. 

Il processo si è chiuso a distanza di tre anni da quando, nel 2017, il trentenne, fuori della sede di Equitalia, ha incontrato per caso il sedicente consulente, il quale gli diede un suo biglietto da visita assicurandogli che avrebbe potuto risolvere i suoi problemi con le cartelle esattoriali. 

Sul biglietto da visita c’era scritto “commercialista, consulente tecnico, legale del tribunale, tributarista” ma gli ha spillato 1200 euro senza alcuna prestazione in cambio. 

La parte offesa, che si è costituita parte civile con l’avvocato Matteo Moriggi, ha scoperto che non gli aveva risolto niente quando, dopo avergli dato 1200 euro in contanti in cambio di un documento intestato e timbrato Equitalia, si è recato presso la società di riscossione dei tributi, scoprendo che si trattava di un falso. L’imputato era difeso dall’avvocato Luciano Laureti.


L'avvocato Matteo Moriggi

L’avvocato Matteo Moriggi


“Sono andato presso il suo studio di Orte con mio padre, c’era la targa e tutto. Lui mi ha spiegato che si potevano fare dei ricorsi, delle impugnazioni, che il debito si poteva rateizzare. Gli ho dato 1200 euro in contanti, senza ricevuta, in tre tranche da 500, 400 e 300 euro. Dopo 3-4 volte, mi ha rilasciato un foglio intestato a Equitali”, ha raccontato la vittima alla prima udienza del processo, lo scorso 26 febbraio.

“Quando sono tornato da Equitalia con il foglio per un controllo, mi ha ricevuto nel suo ufficio il direttore, chiedendomi dove lo avessi preso e spiegandomi che era tutto falso e che l’importo del debito era sempre lo stesso. Allora sono tornato allo studio, scoprendo che era stato posto sotto sequestro dai carabinieri”, ha spiegato la vittima, la cui versione è stata confermata dal padre, il quale a sua volta ha dato all’imputato 200 euro cash per avviare la pratica per la pensione di invalidità.

“Cercando su internet, ho poi scoperto che il commercialista in passato era stato arrestato per truffa”, ha concluso la parte offesa. 

“Nel frattempo – ha fatto notare l’avvocato di parte civile Moriggi – sono scaduti i termini per impugnare le cartelle esattoriali, con ulteriore danno per il mio assistito”. Danno che per l’appunto, in seguito alla sentenza, potrà essere quantificato e risarcito dal giudice civile.

– Truffato da un sedicente commercialista…


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