Viterbo – (sil.co.) – Invalida in carrozzina minacciata di morte da una coppia di vicini per cacciarla dalla casa popolare e farla propria, la vittima avrebbe temuto di essere trascinata in cantina e uccisa.
Difesi dall’avvocato Luigi Mancini, martedì hanno negato davanti alla gip Savina Poli di averle più rivolto la parola da Natale, ma secondo l’accusa per spaventarla si sarebbero messi a parlottare contro di lei proprio dietro la porta d’ingresso del suo appartamento situato in un condominio di via Tagete. E le avrebbero anche staccato ripetutamente acqua e luce per convincerla a sloggiare e occupare loro l’appartamento di cui la donna è assegnataria.
“Ti violentiamo”, avrebbero detto a voce abbastanza alta da farsi sentire dalla vittima, costretta a casa sulla sedia a rotelle. “Ti trasciniamo in cantina quando scendi a buttare il sacco dell’immondizia”, avrebbero complottato fuori la porta, facendole intendere che l’avrebbero uccisa. E ancora: “Sei malata, non hai titoli per stare qui, te ne devi tornare mel tuo paese”.
Indagati a piede libero per stalking e colpiti da venerdì scorso dal divieto di avvicinamento a una distanza inferiore ai dieci metri, i presunti vicini “terribili” sono un uomo di 50 anni e una donna di 52 anni, d’origine campana, che vivono nel quartiere Santa Barbara nello stesso stabile della parte offesa, una donna invalida al cento per cento originaria dell’est europeo.
Viterbo – La polizia in centro
Tra dicembre 2020 e lo scorso mese di luglio, secondo l’accusa, avrebbero cagionato alla vittima “un perdurante e grave stato di paura nonché un fondato timore per la propria incolumità, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita. Segnatamente minacciandola in più occasioni ed in particolare parlandone appositamente davanti alla porta del suo appartamento, proprio allo scopo di farla ascoltare”.
La persecuzione sarebbe andata avanti per un arco di tempo di almeno sette mesi e le molestie sarebbero consistite anche nel distacco sistematico delle utenze relative all’acqua e all’energia elettrica allo scopo di indurla a lasciare libero l’appartamento e poterlo cosi occupare.
L’invalida si è però rivolta alla polizia e dalle indagini della squadra mobile della questura sarebbero emersi riscontri di quanto denunciato. Adesso spetta alla procura decidere l’eventuale seguito giudiziario della vicenda.
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