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Roma – “Le vaccinazioni proseguono, non sono possibili nuove prenotazioni”. Attacco hacker al sistema informatico in regione, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato fa il conto dei danni e sono pesanti nel suo settore, per quella che il presidente Nicola Zingaretti ha definito: “La più grande offensiva criminosa mai avvenuta sul territorio nazionale”.
Le conseguenze sono pesanti, ma il percorso legato al Coronavirus prosegue. Chi ha già una data, sono circa cinquecentomila, riceverà comunque la prima o seconda dose del vaccino. “Se si voleva colpire la campagna vaccinale – osserva D’Amato – non ci sono riusciti, si va avanti”.
Mentre per il Green pass il disagio dovrebbe essere minimo, con un allungamento dei tempi calcolato nelle 24 ore.
La difficoltà vera è altrove. “Per le nuove prenotazioni specialistiche e ambulatoriali cup e recup – ricorda D’Amato – stiamo lavorando per garantire il ripristino entro una decina di giorni.
Nessun dato sanitario è stato violato o rubato e la campagna vaccinale non si è mai interrotta. In una giornata critica come quella di ieri, sono state effettuate circa 50mila somministrazioni e la lista d’attesa ci consente di proseguire fino al 13 agosto. Mentre vanno avanti quelle da medici e pediatri di libera scelta”.
Anche la rete d’emergenza e urgenza non è stata violata, sottolinea d’Amato: “Non ci sono state ripercussioni in ricoveri o interventi di natura chirurgica”.
Chi ci sia dietro il malware introdotto nel sistema e che cripta i dati, meccanismo spiegato da Vittorio Gallinella di Laziocrea, non è dato sapere.
“Siamo sotto attacco – sottolinea Zingaretti – stiamo difendendo la nostra comunità da criminali o terroristi. A ora non è dato sapere, sono in corso accertamenti. Nella notte tra lunedì e martedì c’è stato un nuovo tentativo d’accesso, respinto”.
Gli effetti dell’ospite indesiderato sono pesanti. “Criptato tutto il mondo online – continua Zingaretti – bloccando una parte importantissima dell’erogazione dei servizi regionali, quasi tutti i file ced, prenotazioni vaccini”.
Adesso il sistema è spento. “Prima dobbiamo verificare – prosegue Zingaretti – quindi potremo riaccendere. Questo per evitare il propagarsi del malware, causando ulteriori danni. La situazione è molto grave e seria. Ci scusiamo con gli utenti e stiamo lavorando per risolvere al più presto”.
Iniziando, quando sarà possibile, dal settore sanitario.
Non si sa chi sia stato ma si sa da dove. Seppure a grandi linee. “Sono state operazioni che arrivano dall’esterno del nostro paese – ricorda Zingaretti – altre nazioni e non è stata formalizzata alcuna richiesta di riscatto. Non sappiamo chi sia, tutte le ipotesi sono al vaglio degli investigatori”.
Giuseppe Ferlicca
