Viterbo – “Tutti in presenza, doppio orario per le superiori e mascherina obbligatoria”. Il provveditore agli studi di Viterbo Daniele Peroni fa il punto in vista del ritorno sui banchi. Il suo augurio e che si resti in aula con continuità e che i ragazzi possano vivere soddisfazioni sia dal punto di vista formativo che della socialità.
Il provveditore agli studi Daniele Peroni
“La nota positiva – dice il provveditore Peroni – è che si ricomincia tutti in presenza al 100%, senza distinzioni di ordini di scuola: infanzia, primaria e secondaria di primo grado avranno un unico ingresso, mentre le superiori, tenendo conto della problematica legata ai trasporti, avrà il doppio orario, uno alle 8 e l’altro alle 9,40.
Il primo riguarderà il 60% degli alunni, il secondo la restante parte. Questo perché le aziende di trasporto hanno manifestato l’impossibilità da parte loro di fare un unico turno, anche per il vincolo del riempimento massimo dei mezzi all’80%”.
La questione ha suscitato delle polemiche per un possibile aggravio per gli studenti con l’inizio ritardato delle lezioni, e quindi dell’uscita, che ritarderebbe il tempo pomeridiano dedicato all’attività di studio o a quella sportiva. “Sono più o meno gli stessi problemi e le stesse giuste polemiche che ci sono stati lo scorso anno. Noi come Ministero, ma anche gli enti locali, abbiamo pressato molto per fare l’unico ingresso, proprio per venire incontro alle esigenze degli alunni che devono tornare a casa a un’ora decente per poter fare riflessione su quello che hanno imparato e poi lo studio e i compiti per i giorni successivi.
Ovviamente noi siamo per l’orario unico, non c’è dubbio e lo abbiamo anche espresso, ma le aziende hanno fatto sapere di non riuscire proprio, anche alla luce del vincolo dell’80%, e il tavolo di coordinamento in prefettura non può che prendere atto dell’impossibilità fisica manifestata e andare verso questa soluzione scaglionata”.
Altro nodo è quello sul green pass: “E’ una novità rispetto allo scorso anno – continua Peroni – e tutto il personale potrà entrare a scuola solo se in possesso di questa certificazione che viene rilasciata con la vaccinazione o con un tampone ogni 48 ore. Il Lazio in questo è una regione virtuosa, perché è ai massimi livelli di vaccinazione e siamo oltre il 90%; prima delle lezioni arriveremo sostanzialmente molto vicini alla totalità”.
In classe la mascherina resta obbligatoria. “Di diverso dallo scorso anno c’è che non c’è più l’obbligo del metro di distanza, anche se il Cts ha raccomandato che venga garantito. La mascherina, invece, deve essere portata”.
Poi sulla vicenda delle assegnazioni: “Questo è il primo anno in cui il ministero ha dato incarico a un’azienda esterna di fare un programma che evitasse le convocazioni in presenza che lo scorso anno si svolgevano con 3/400 persone al giorno per circa sei giorni. Era l’esordio di questo sistema e al primo algoritmo che è stato generato sono venuti fuori dei piccoli errori, poi prontamente corretti. L’algoritmo è stato generato altre due volte e l’ultimo è quello definitivo. Sono state nominate 1250 supplenze nella Tuscia e sostanzialmente tutti i posti saranno coperti o dai docenti di ruolo o dai supplenti.
Gli scorsi anni, con le convocazioni in presenza, erano richiesti tempi più lunghi anche se erano uno strumento affidabile, perché non ci sono stati mai reclami. Stavolta, c’è stata qualche necessità di aggiustamento visto che era il primo anno. Tutto è stato corretto e, dal 3 settembre con dieci giorni di anticipo sull’inizio delle lezioni, le nomine sono definitive”.
La campanella, dunque, sta per suonare. “L’augurio è che sia un anno in presenza senza interruzioni. Questo dipende molto da noi, dal rispetto delle norme e dei consigli che ci vengono dal Cts. Che sia – conclude – un anno di soddisfazioni per i giovani, sia dal punto di vista formativo nel vedere i docenti con loro in aula, che per quanto riguarda la socialità”.
