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Pantano (Biometano Tuscia): “È un fiore all’occhiello e non un problema” – Iannacco (Comitato per il No): “Si rischia di fare di Viterbo una pattumiera”

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Viterbo – “L’impianto è un fiore all’occhiello per il territorio, localizzato nel miglior posto possibile”. Biodigestore all’Acquarossa, parla l’amministratore delegato di Biometano Tuscia, Fausto Pantano.

Ieri il consiglio comunale straordinario richiesto dall’opposizione su una struttura, per opporsi alla quale è nato anche un comitato e su cui pure la politica ha espresso perplessità. Ieri ribadite.

I proponenti hanno un diverso punto di vista e diverse ragioni.


Fausto Pantano

Fausto Pantano


“L’impianto – osserva Pantano – è innovativo per le sue caratteristiche, in grado di lavorare 36mila tonnellate l’anno di organico, per la produzione di biometano e fertilizzante. Lo riteniamo un valore e non un problema per la zona in cui è previsto. Zona che è la migliore possibile, sarà il primo in base a caratteristiche previste dall’Unione europea.

Permetterà di recuperare rifiuti da differenziata e ci auguriamo che l’organico arrivi dal territorio. La nostra è una richiesta legittima e se tutti i pareri dovessero essere positivi è nostro diritto realizzare l’impianto in una zona, dove tra l’altro, esistono già altre strutture”. Alcune sostiene, ben più impattanti.

Un quadro non proprio in linea con quello del presidente del comitato sorto per contrastare la realizzazione. “In quest’area – spiega Giovanni Iannacco – ci sono i mercati generali, il mattatoio, altre aziende, una polisportiva e ci lavorano circa 400 persone”.


Viterbo - Acquarossa - Il presidente del comitato No al biodigestore, Giovanni Iannacco

Giovanni Iannacco


Ricorda anche come la Teverina sia un’arteria pericolosa e il passaggio dei mezzi aggraverebbe la situazione, seppure il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti non abbia uno studio per avvalorare questa tesi.

Sollecitato da Chiara Frontini (Viterbo 2020), ricorda che l’arteria rappresenta un pericolo, ma eventuali valutazioni vanno fatte con dati certi alla mano.

“Oltretutto – osserva ancora il presidente Iannacco – con un altro impianto in fase di realizzazione a Monterazzano, l’esigenza di Viterbo è ben soddisfatta, a meno che non si accettino rifiuti da altre province o regioni, facendo di Viterbo la pattumiera del centro Italia”.

Fra due giorni è in programma l’ultima conferenza dei servizi per esprimersi sul biodigestore. “L’impianto avrà un depuratore di tipologia elevata – osserva l’ingegnere della Biometano Federico Belfi – i mezzi che circoleranno non saranno più di dieci al giorno su otto ore di conferimento, verso un’area industriale che è sviluppata al 50%. Cosa farete quando i dipendenti in zona raddoppieranno?”.


Federico Belfi

Federico Belfi


L’area, in altre parole, ha una vocazione per la quale è stata richiesta l’autorizzazione e ci sono gli spazi. Belfi, tra l’altro replica pure sull’arrivo di frazioni organiche da fuori provincia: “Nessuna legge impone di conferire nell’impianto più vicino. Con eventuali minori costi dovuti alla vicinanza. Ribadisco ancora che quella dove abbiamo effettuato la richiesta è un’area industriale”.

L’estensore del progetto, Carlo Massaioli ribadisce che la sovrintendenza non ha rilevato problemi sulla vicinanza del teatro romano di Ferento: “Fermo restando una mappatura per eventuali scavi preventivi”.

Giuseppe Ferlicca


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