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Colonnine “moderne” al posto delle originali anche sulla scalinata dello scientifico in piazza Dante?

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Viterbo - Le colonnine del Ruffini a piazza Dante

Le colonnine del Ruffini a piazza Dante


Viterbo – La persistenza del momentaneo. Colonnine messe su una balaustra seicentesca alla chiesa di santa Maria del Poggio a piazza della Crocetta. Momentaneamente e per questioni di sicurezza, come hanno detto i proprietari, cioè i padri Camilliani. In attesa del restauro. Come se, in attesa del restauro del naso rotto della Pietà di Michelangelo, lo si sostituisse con un naso da clown.

Colonnine moderne in sostituzione di quelle più antiche sembrerebbero presenti pure a piazza Dante, sempre dalle parti della Crocetta lungo via Mazzini. Sostituite non tutte, ma quasi. A meno che non abbiano ripulito le vecchie, ma basamento, fusto e capitello sembrerebbero un po’ diversi da quelli delle colonnine originali rimanenti e ancora presenti.

Si tratta delle colonnine che caratterizzano la scalinata dell’attuale istituto superiore Paolo Ruffini, liceo scientifico. Inizio novecento. Un tempo, fino a una decina di anni fa, era un istituto professionale. Il più importante della Tuscia. Anche tra i più battaglieri, come ancora si legge sui muri. “Professionale in lotta”, “viva Stalin”, “viva Mao” e “Fanfani fascista”. In anni più recenti l’edificio è diventato un plesso del liceo scientifico di via della Verità.



Una zona storica, questa, dove gli edifici antichissimi che l’accompagnano si mischiano a un tessuto sociale ancora molto vivo e vitale dove la Viterbo di una volta, quella dei quartieri, che sopravvive ancora tra tabaccai, alimentari, librai, bar e articoli per animali, si mischia con studenti e stranieri che stanno ripopolando la zona. Prime generazioni, che si siedono ai tavoli dei bar per consumare caffè e non vino, perché musulmani, a Viterbo, specialmente nel centro storico, oltre 2500 persone, e seconde generazioni, cittadini che lavorano e vanno a scuola, spesso contemporaneamente, sempre con la volontà di liberarsi dalla schiavitù del lavoro e dello sfruttamento che ha caratterizzato le storie dei loro padri e delle loro madri, e che loro hanno visto con i propri occhi.


Viterbo - Piazza Dante

Viterbo – Piazza Dante


Una zona prestigiosa, con palazzi e chiese, splendide, che fanno da confine alla città a ridosso delle mura, verso le prime colline e i monti Cimini a est. Qui la città a resisto a più di un assalto, a partire da Federico II di Svevia il cui castello comprendeva anche un pezzo dell’ospedale degli Armeni in largo Colonna. Oggi dimenticato e lasciato marcire come se niente fosse. Il suo patrimonio e la storia che contiene.

Tra gli edifici più belli della zona ci sono il palazzo della Carivit in via Mazzini e quello dell’istituto Ruffini in piazza Dante. Anche qui, come alla Crocetta, le vecchie colonnine pare siano state sostituite da altre decisamente più recenti. E il palazzo, dove l’intervento è stato fatto, è anch’esso piuttosto antico. Quindi, anche in tal caso, come per la balaustra della Crocetta, se le colonnine che si vedono non sono quelle di una volta… perché? Che tipo di intervento è stato fatto? Chi lo ha fatto, cioè, per conto di chi è stato fatto? Con quali criteri? Erano necessarie delle autorizzazioni? Se sì, chi le avrebbe date? 

A valle della piazza c’è il bar Amaris, dentro c’è una foto che ritrae la piazza negli anni ’20 del novecento e sullo sfondo ci sono pure le colonnine in questione. Probabilmente quelle di una volta. Infine, questa è la descrizione del complesso che dà il sito del liceo scientifico Ruffini quando parla del plesso in piazza Dante.


Viterbo - Le colonnine del Ruffini a piazza Dante

Viterbo – Le colonnine del Ruffini a piazza Dante


“Dall’ a.s. 2012/13, l’edificio di piazza Dante Alighieri è diventato sede ufficiale del liceo ospitandone anche la presidenza e gli uffici amministrativi. Del complesso fa parte anche l’ex chiesa barocca di santa Caterina, ora aula magna. Nel 1912 un importante intervento sulla fabbrica del monastero femminile domenicano ne modificò radicalmente l’impianto originario. Dell’ex Monastero fa parte anche l’omonima chiesa barocca di santa Caterina la cui volta era stata dipinta da Antonio Colli (1712) con mirabili scenografie architettoniche. Il monastero nel 1525 ed ancora negli anni 1541-1544, ospitò Vittoria Colonna. Durante il suo soggiorno viterbese la raffinata poetessa tenne contatti con Michelangelo e con il cardinale Reginald Pole, in quel tempo Legato del patrimonio e figura di spicco del circolo degli Spirituali, e anche dell’Ecclesia Viterbiensis”.

Daniele Camilli


Fotogallery: Le colonnine di piazza Dante 


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