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“Forse gli addetti alla manutenzione, passeggiando sempre in centro, non vedono le buche…”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quale vecchio motociclista devo percorrere spesso alcune delle arterie più trafficate di Viterbo, facendo continui slalom tra ammaloramenti, buche, avvallamenti e toppe d’asfalto sovrapposte.


Viterbo - Buche in strada Sammartinese

Buche a Viterbo


Il mio percorso inizia presso l’Ospedale Belcolle, da lì comincia un tratto sconnesso in ambo le direzioni fino al ponte delle Pietrare.

A volte penso alle centinaia di auto e moto che percorrono ogni giorno quel pezzo di strada, in particolare alle ambulanze, spesso con malati gravi, che arrivano in velocità tra scossoni e sobbalzi. Proseguo verso valle Faul e dopo la rotonda, inizia la salita della Tangenziale Ovest, un calvario di buche, asfalto “tagliuzzato” ed avvallamenti fino oltre il distributore.


Viterbo - Buche al Poggino

Viterbo – Buche al Poggino


Procedo oltre fino all’Ipercoop dove, nell’ultimo tratto fino alla rotatoria, la strada e talmente sconnessa che la moto vibra, quasi sprofonda e si piega qua e là.

A volte proseguo fino alle attività commerciali al Poggino. Ma anche lì non ti salvi, stessa situazione di strade impraticabili e sconnesse. Al ritorno poi via della Palazzina e via Raniero Capocci si procede a zig zag evitando varie buche, toppe d’asfalto e piccoli sprofondamenti.


Viterbo - Buche di fronte all'Ipercoop

Viterbo – Buche di fronte all’Ipercoop


Naturalmente gli effetti deleteri aumentano non poco per i conducenti con mezzi di minor peso e ruote di modeste dimensioni (motorini, scooters, bici e monopattini). Comunque per le due ruote è uno strazio quotidiano che si ripercuote sulla sicurezza del mezzo, sull’incolumità dei conducenti e sulle loro “spine dorsali”. A volte mi chiedo se gli addetti alla manutenzione non percorrono mai queste strade o magari passeggiando sempre in centro, non le vedono o non le sentono.

Mauro Brama


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