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Green pass obbligatorio, è scontro nella maggioranza tra Pd e Lega

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Roma – Green pass obbligatorio, è scontro nella maggioranza tra Pd e Lega.

La maggioranza si divide in merito all’obbligatorietà della certificazione verde. Ieri la Lega, in commissione Affari sociali alla Camera, ha votato contro l’obbligo del green pass, chiedendo di cancellarlo dal decreto di fine luglio.

“Un fatto gravissimo che rende la Lega incompatibile con lo stare nella maggioranza di governo – ha detto Enrico Letta, segretario del Pd alla festa dell’Unità di Bologna -. Di fatto così la Lega strizza l’occhio ai no vax, è molto grave. La Lega votando in parlamento gli emendamenti contro il green pass, di fatto legittima le manifestazioni no vax. Quindi chiedo un chiarimento politico su questo punto. Perché la Lega oggi di fatto si mette contro e fuori dalla maggioranza”.


Enrico Letta e Matteo Salvini

Enrico Letta e Matteo Salvini


“Se lo stato impone il Green Pass per lavorare, viaggiare, studiare, fare sport, volontariato e cultura, deve anche garantire tamponi, rapidi e gratuiti, per tutti – ha replicato il leader della Lega Matteo Salvini -. Ci sono milioni di italiani che non possono spendere altre centinaia di euro ogni settimana, in un momento già economicamente difficile. Vediamo se Pd e Movimento 5stelle voteranno a favore di questa proposta della Lega in commissione”.

“È Letta che vive fuori dal mondo! Chiedere tamponi salivari gratuiti per gli italiani è buon senso, perché dire di no? – ha aggiunto Salvini – Chiedere garanzie per lavoratori e imprenditori, chiedere la scuola per tutti gli studenti, difendere lavoratrici e lavoratori, poliziotti e insegnanti, è buon senso. Su 900 emendamenti migliorativi presentati dalla Lega ne verranno accolti, forse, 2. Pd e 5Stelle ragionano come se al governo ci fosse ancora Conte ma, per fortuna, adesso c’è Draghi”.

“Non c’è spazio per giochini politici.la Lega risponde delle proprie azioni nel governo, davanti agli italiani – è intervenuto il ministro della Salute Roberto Speranza -. Forze politiche devono mantenere coerenza rispetto a quello che viene fatto in Consiglio dei ministri. Non si giustifica che si vota in un modo poche settimane fa in Cdm e in modo poi difforme in commissione”.


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