Viterbo – “Infermieri sospesi, ci saranno denunce contro la Asl”. Il presidente Mario Curzi, fa sapere che l’ordine resterà fuori dalla diatriba sulla mancata vaccinazione degli operatori sanitari, ma ribadisce che la “sospensione è inutile, perché ognuno ha la sua storia che va analizzata”.
Mario Curzi
“I provvedimenti della Asl – spiega Curzi – sono arrivati a 19 infermieri, ma effettivamente solo sei lo hanno subìto. In questo periodo, infatti, alcuni sono stati ricollocati in servizi non più a contatto con il pubblico e altri si sono vaccinati. Il punto però è che non ci sono criteri condivisi e coerenti da parte della Asl”.
Curzi prova a fare chiarezza: “Delle 19 persone interessate, dieci sono state trasferite, per gli altri nove non è stato possibile farlo, perché non ci sono i posti. Se decide di intraprendere una strada, quella deve essere uguale per tutti.
In definitiva, dunque, in sei sono stati messi ‘fuori dal lavoro’, senza stipendio.
L’ordine rimane della decisione di non sospendere, perché il comma 7 dell’articolo 4 parla di ‘un mero onere informativo’ e noi l’abbiamo rispettato, attraverso il consiglio direttivo che si è riunito, per poi notificare il provvedimento”.
Il presidente parla chiaro: “questa sospensione non serve a nulla, perché poi ogni persona ha dietro delle ragioni, anche legate alla salute, che potrebbero giustificare, in sede legale, la mancata vaccinazione.
L’operatore, infatti, può avanzare delle motivazioni personali in cui l’ordine non vuole entrare e che potrebbe essere l’allattamento o altro che hanno pertanto portato solo a rinviare il vaccino. Non si può sospendere dal lavoro o penalizzare una persona per una situazione che appare anche giustificata.
Ognuno ha delle situazioni che vanno analizzate e che possono portare a risvolti penali molto delicati e pesanti.
Quelle sei persone, ora, sono a casa, ma so che sono pronte delle denunce alla procura nei confronti della Asl, perché hanno delle motivazioni valide per non vaccinarsi e che l’azienda non prende in considerazione. Ci sarà un chiarimento a livello legale e in cui l’ordine non vuole entrare.
Noi comunque metteremo a disposizione il nostro avvocato, ma restiamo comunque neutri e – conclude – non prendiamo, a priori, decisioni quando la legge non ci costringe a farlo”.
