Violenza sulle donne – foto di repertorio
Nepi – (sil.co.) – Picchia la figlia quindicenne davanti a un bar poi la lascia in lacrime in mezzo alla strada e scappa in macchina nella notte col figlioletto di dieci anni, l’ex moglie va a recuperare la ragazza e chiama i carabinieri.
L’adolescente aveva appena litigato con la fidanzata del padre, che quella sera aveva organizzato un “incontro chiarificatore” tra la nuova compagna e i figli. L’uomo da allora è sottoposto al divieto di avvicinamento, anche se da circa un mese è tornato a vivere nella taverna dell’abitazione di famiglia.
“Sei una cagna come tua madre”
“Lei mi ha detto ‘sei una cagna come tua madre’ e lui, invece di difendermi, mi ha dato una pizza in faccia e sbattuto la testa contro il finestrino della macchina, andando via con mio fratello”, ha raccontato in aula la ragazza, che ha immediatamente telefonato alla madre chiedendole soccorso, scoppiando in un pianto dirotto: “Papà mi ha pistata di botte”.
Minore protetta da un paravento
E’ così che è finito a processo per maltrattamenti aggravati in famiglia un cinquantenne di Nepi. Parte civile con l’avvocato Luca Chiodi la moglie, dalla quale era separato da pochi giorni quando, verso le 23 del 29 luglio 2020, è scattata la denuncia, al culmine, secondo l’accusa, di anni di vessazioni e botte alla donna e anche ai figli.
Ieri si è tenuta la prima udienza davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, nel corso della quale sono stati sentiti due carabinieri, la ex e l’adolescente, protetta da un paravento. Il figlio invece, su richiesta della pm Chiara Capezzuto, sarà sentito in modalità protetta a gennaio, con l’ausilio di una psicologa che dovrà stabilire la capacità a testimoniare del minore.
Sequestrati archi e frecce
All’uomo, contestualmente alla notifica della misura del divieto di avvicinamento, sono stati anche sequestrati per prudenza archi, frecce e diversi coltelli di libera detenzione.
Avrebbe picchiato la ex fin dall’inizio della relazione, cominciata a capodanno 1994, quando la futura moglie era ancora minorenne. La coppia, che si è sposata nel 2003, è rimasta insieme per 17 anni. “Colpa mia che non ho trovato il coraggio di chiudere prima”, ha detto la vittima, 44 anni, dicendo di avere ritrovato la serenità nell’ultimo anno e mezzo, ma di temere per la “vicinanza” dell’uomo tornato ad abitare a casa.
“Oggi mia figlia non doveva essere qui”
“Oggi mia figlia non doveva essere qui”, ha proseguito, elencando i tanti episodi di violenza che hanno costellato il matrimonio.
“Una volta mia figlia ha fatto un video di lui che mi picchiava a letto con nostro figlio in mezzo e lo ha mandato a mia sorella. Se minacciavo di lasciarlo e dire tutto ai genitori, rispondeva ‘per una pizza tutte ‘ste giostre, e che sarà mai?'”, ha raccontato.
“L’ho denunciato quando ho capito che dovevo farlo per il bene dei ragazzi, che non sarebbe giovato alla loro crescita avere una madre che continuava a subire senza fare nulla per dire basta”, ha spiegato.
