Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lasciano perplessi i toni trionfalistici con cui la sinistra annuncia che la Tuscia finalmente sarà connessa con l’Italia. La Tuscia, forse, ma neanche, non certamente Viterbo.
Sicuramente Cesano, Bracciano, la Storta, che hanno tutte le attenzioni del caso con raddoppi ferroviari annunciati e fermate continue di tutti i treni che passano da quelle parti. Non certamente Viterbo.
Mauro Proietti
Non capiamo, quindi, che cosa ci sia da annunciare a Viterbo con tanto di presenza del presidente Zingaretti.
Si, la trasversale ci collegherà a Tarquinia e Civitavecchia, ottimo soprattutto per le merci, ma la distanza da Roma, la tratta fondamentale per rendere appetibile Viterbo e gran parte della sua provincia, resta siderale.
Qualche crocerista arriverà più velocemente a Viterbo, in compagnia dei turisti che atterreranno anche di domenica in aeroporto, non faremo più code a Porta Fiorentina (sarebbe bastato far terminare la corsa a Porta Romana risparmiando) ma per raggiungere Roma sarà sempre un calvario, sia per i pendolari che continuano a resistere, sia per i turisti che malauguratamente scelgono di avventurarsi su queste linee di altri tempi.
E il problema non è solo l’indecenza della tratta “diretta” chiamiamola così, Viterbo-Cesano-Roma, ma anche i ritardi ormai all’ordine del giorno che caratterizzano i treni, anche Intercity, della tratta Orte-Roma. Ma di questo, troppi, sembrano non interessarsi.
Mauro Proietti
Commissario FI Viterbo
