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Viterbo – È viterbese, anzi lo sarà, solo (ma non solo) col marchio del comune.
Il Deco, iniziativa dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, arriva anche a Viterbo. L’amministrazione ha deciso di adottarlo. Pronta la delibera e relativo regolamento da 14 articoli che dopo il passaggio in prima commissione arriverà in consiglio per il via libera.
“Per la valorizzazione dei prodotti tipici locali – osserva l’assessora all’Agricoltura Ludovica Salcini – la denominazione comunale d’origine servirà a distinguere un prodotto del posto e a valorizzarlo, in alcuni casi anche a salvarlo dal rischio che scompaia”.
In pratica, un certificato che attesta luogo di nascita e crescita. Esempi se ne potrebbero fare molti: “La pizza di Pasqua – spiega il capogruppo Lega Andrea Micci che ha contribuito alla stesura del regolamento – una particolare mozzarella prodotta a Viterbo, il pan pepato, la ciliegia santangiolese, la carota viola”. Dipenderà da quanti ne faranno richiesta.
Definisce l’origine, ma non è un marchio di qualità, come sottolinea Massimo Erbetti (M5s). “Quelli esistono già – fa notare Micci – assegnati in base al rispetto di norme e caratteristiche. Il Deco serve a individuare l’origine, seppure sia richiamata la produzione di qualità”.
Alla consigliera Lina Delle Monache (Pd) i prodotti stanno bene, ma chiede che siano aggiunte anche tutte le iniziative, sagre e non solo, che si svolgono sul territorio. È previsto.
Giuseppe Ferlicca
