Roma – Niente green pass? Niente stipendio. E già dal primo giorno di lavoro con assenza ingiustificata. La sospensione del rapporto, invece, scatterà dopo cinque. È quanto prevede il nuovo decreto approvato dal consiglio dei ministri che estende l’obbligo della certificazione verde a tutto il mondo del lavoro. Sia statali che privati.
Green pass
Come conseguenza, ad una manciata di ore dall’ok del governo, in molte regioni si è visto un aumento delle prenotazioni per il vaccino e dell’afflusso negli hub vaccinali.
Per quanto riguarda le realtà più piccole, quelle aziende in cui ci sono 15 o meno dipendenti, dopo cinque assenze ingiustificate, i lavoratori potranno anche essere sostituiti da un altro dipendente. Non per sempre, ovviamente, visto che la norma impedisce esplicitamente il licenziamento, ma per un periodo che comunque può arrivare fino a dieci giorni. E se durante quell’arco di tempo il lavoratore si mettesse in regola e si procurasse il pass, magari facendo un tampone, dovrebbe comunque attendere la fine del contratto di sostituzione per ottenere di nuovo il suo posto.
Dal prossimo 15 ottobre, dunque, non mostrare il green pass sul luogo di lavoro potrebbe portare ad uno stop dall’attività fino a quindici giorni. Quindici giorni senza stipendio.
L’obiettivo dell’estensione del green pass è dare alla campagna vaccinale la spinta necessaria per raggiungere entro la metà di ottobre l’80 per cento della popolazione. E raggiungere dunque l’immunità di gregge.
