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Supercar col trucco da Elio Marchetti, al via il processo “Déjà vu bis e ter”

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Viterbo – Supercar a prezzi imbattibili da Elio Marchetti, riuniti in un solo processo i filoni “bis” e “ter” dell’inchiesta Déjà vu. Sei gli imputati, tra cui lo stesso Marchetti e anche il suo fornitore tedesco Adrian Glowats.

E’ l’inchiesta della procura sfociata il 3 maggio 2017 in sei arresti da parte della guardia di finanza e della polstrada, tra cui quello dell’imprenditore 47enne viterbese, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero. 

Un primo processo si è chiuso il 1o luglio 2020 con la condanna in primo grado di Marchetti a cinque anni e quattro mesi in quanto promotore della presunta associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero “col trucco”. E’ stato invece condannato a due anni e sei mesi in quanto partecipe (e non anche lui promotore come sosteneva l’accusa) un altro dei presunti complici, l’imprenditore pugliese Domenico Sordo, titolare di un’agenzia di pratiche auto di Foggia. 


Viterbo - Operazione Déjà vu - Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella - Nel riquadro Elio Marchetti

Operazione Déjà vu – Guardia di finanza e Polstrada nella concessionaria di via Mainella – Nel riquadro Elio Marchetti


Lo scorso mese di gennaio i processi “bis” e “ter” subirono un brusco stop in attesa dell nomina di un nuovo collegio, a causa dell’incompatibilità di buona parte dei magistrati del tribunale di Viterbo (coinvolti a vario titolo nelle numerose inchieste a carico del commerciante). Ieri la quadratura del cerchio, con la ripresa davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, affiancato dalle colleghe (in prestito dal civile) Caterina Mastropasqua e Fiorella Scarpato

Secondo l’accusa, l’associazione a delinquere di cui Marchetti sarebbe stato la mente avrebbe omesso il versamento a favore delle casse dell’erario di Iva dovuta pari a 5 milioni e 400mila euro e di un milione e mezzo di Ires.

Esagerato il numero dei testimoni, una quarantina per lista, che il presidente Turco ha preannunciato di voler limare. Il prossimo 10 dicembre, nel corso di un’udienza straordinaria, saranno ascoltati i primi due del pm Stefano D’Arma, che ha indicato un militare della guardia di finanza e un funzionario dell’agenzia delle entrate. Il tribunale con l’occasione scioglierà anche la riserva relativa alla richiesta di acquisizione delle intercettazioni già trascritte per il primo procedimento.

Il difensore Francesco Massatani, che col padre Roberto e il collega Marco Valerio Mazzatosta assiste Marchetti, ha chiesto invece l’acquisizione di un “reportage fotografico” relativo alla dipendente Emilia Tiveddu, anche lei tra gli imputati.

Cinque gli imputati del “Déjà vu bis”. Oltre a Elio Marchetti anche la sorella maggiore Rosalba Marchetti (entrambi difesi dallo studio Massatani e da Marco Valerio Mazzatosta), poi la dipendente Emilia Tiveddu (avvocati Francesco Massatani e Michele Ranucci, Giuseppe De Lucia (Michele Vaira del foro di Foggia) e Domenico Sordo (Francesco Paolo Ferragonio anche lui del foro di Foggia).

Alla sbarra anche il fornitore tedesco, nell’ambito del “Déjà vu ter”. Due gli imputati, nuovamente la dipendente Tiveddu, mentre l’altro è per l’appunto il presunto complice tedesco di Marchetti, a suo tempo indagato a piede libero dalla procura della repubblica di Viterbo. Si tratta di Adrian Glowats, difeso dall’avvocato Anna De Cesare, gestore della First Trade e referente di Marchetti per la Germania, del quale si è saputo essere destinatario di un avviso di fine indagini nell’aprile 2019. E’ il fornitore di vetture di lusso di Marchetti, che le importava tramite società cartiere, servendosi di un’agenzia di pratiche auto di Foggia per le immatricolazioni, tramite l’agenzia delle entrate del capoluogo pugliese. 

Silvana Cortignani


Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma


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