- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Terza dose agli over 60, si potrebbe partire già da fine novembre”

Condividi la notizia:

Roma – “Terza dose agli over 60, si potrebbe partire già da fine novembre”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, rispondendo alle domande dell’Huffington post.

“Non se ne è ancora discusso in maniera approfondita della terza dose estesa, ma personalmente ritengo ragionevole e considerabile l’allargamento della platea alle fasce d’età 70-79 anni e 60/65-69 anni – ha detto Locatelli -. Visti i dati sul calo della protezione vaccinale dal rischio contagio credo che, in via ipotetica, si potrebbe iniziare già da fine novembre-dicembre. Se si arriverà a una scelta di questo tipo, non ha senso rimandare: non dimentichiamoci che si tratta di fasce d’età in cui il rischio di mortalità è tutt’altro che trascurabile. Il calo della protezione dei vaccini nel temporiguarda soprattutto il rischio di infezione. La copertura da decorso grave della malattia ne risente in maniera significativamente minore. Inoltre, ogni categoria riceve la terza dose per diverse esigenze”.

“Innanzitutto, non definirei ‘booster’ quello riservato a fragili e immunodepressi: si tratta piuttosto di una dose addizionale, resa necessaria dal fatto che una percentuale considerevole di questi pazienti non risponde alla vaccinazione oppure sviluppa un titolo anticorpale basso. Uno studio francese sui riceventi di trapianto di organi solidi, pubblicato su New England Journal of Medicine, dimostra che la dose addizionale può aumentare la protezione dal 40 al 70%. Diverso è il discorso per over 80, residenti di Rsa e personale sanitario. In questi casi si tratta di una dose ‘booster’ che serve a dare uno stimolo alle cellule della memoria immunologica, rafforzando la risposta contro SARS-Cov-2 e salvaguardando queste categorie. L’effetto è più che atteso: la storia delle vaccinazioni ci insegna che una terza dose incrementa la risposta contro un determinato antigene, quella anti-Covid non fa eccezione. Quindi, i dati che stanno arrivando da Israele sull’incremento del titolo anticorpale e della maggior copertura ottenuta dopo la terza dose non sono certo sorprendenti o inaspettati”.


Franco Locatelli

Franco Locatelli


“La notizia che il vaccino Pfizer è sicuro anche per i bambini è certamente interessante, ma va sottolineato che i dati provengono dalla ditta produttrice del vaccino – ha poi spiegato il coordinatore del Cts -. Le valutazioni su profilo di sicurezza ed efficacia spettano invece alle agenzie regolatorie, Ema per l’Europa e Fda per gli Stati Uniti. Si tratta di enti terzi, senza interessi di parte, che hanno come obiettivo specifico l’applicazione dei controlli più rigorosi prima di arrivare all’autorizzazione d’uso di ogni farmaco. Dal punto di vista squisitamente immunologico e biologico, non c’è motivo per pensare che il profilo di sicurezza e l’efficacia del vaccinazione nella fascia 5-11 anni si rivelino diversi da quelli riscontrati nella fascia 12-19 anni. In altre parole, se e quando Ema e Fda confermeranno le evidenze dello studio Pfizer/BioNTech non avremmo nulla di cui stupirci. Nel frattempo, attendiamo anche i dati da parte di Moderna sulla popolazione under 12”.

“Primo: con la vaccinazione anti-Covid si preservano i bambini dall’infezione e dal rischio, seppur bassissimo, di andare incontro a decorso grave o fatale della malattia e delle sue complicanze – ha concluso Locatelli -. Secondo: si proteggono le persone che entrano in contatto con i bambini: dai componenti del nucleo famigliare fino ai compagni di scuola che possono soffrire di particolari condizioni cliniche, come immunodepressione causata da malattia oncologica o da trapianto. Terzo: si riduce la circolazione virale che aumenta il rischio della nascita di nuove varianti potenzialmente contagiose o pericolose. Perché è la circolazione virale ad aumentare il rischio varianti e non certo le vaccinazioni, come purtroppo si è sentito. Quarto punto a favore della vaccinazione pediatrica: aumenta le chance di continuità della scuola in presenza”.


Condividi la notizia: