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“Un senatore della Tuscia dovrebbe essere un ponte tra il territorio e le istituzioni”

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Gianmarco Centinaio e Francesco Cozza Caposavi

Gianmarco Centinaio e Francesco Cozza Caposavi

Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Quante volte può capitare, nei brevi mandati della seconda repubblica, che un ministro del Turismo visiti un territorio? Certamente poche, ma quanto basterebbe ad intavolare dei discorsi e dei programmi costruttivi per gli operatori turistici della Tuscia.

Il senatore Fusco in questi anni ha avuto un potere enorme in questo senso, portando nel viterbese ben due ministri del turismo entrambi del suo partito. Di questo gli siamo grati, se non fosse che come qualcuno disse “grandi poteri comportano grandi responsabilità”. 

Due anni or sono, in agro di Montalto di Castro, partecipai alla visita dell’allora ministro Gian Marco Centinaio, persona disponibile e cordiale. Ebbi l’occasione di intavolare con lo stesso alcuni discorsi vergenti proposte e petizioni avanzate da me e da altri operatori del turismo, dell’allevamento e dell’agricoltura (all’epoca i tre ministeri erano accorpati). Il ministro si mostrò disponibile, e propose la creazione di un tavolo di lavoro a Roma con i suoi collaboratori,  lasciandoci  tutti i riferimenti del suo ufficio.

Nessuno di noi ebbe più alcun riscontro, e le mie sollecitazioni rimasero vane sino alla data delle dimissioni dei ministri leghisti, quando il vicepremier Salvini decise di passare all’opposizione del governo Conte 2.

Quale migliore occasione dunque, per un senatore del territorio, per riconvocare gli operatori che nello scorso incontro istituzionale avevano avuto l’opportunità di avere un colloquio privato con il ministro Centinaio? Certamente la visita del ministro Garavaglia sarebbe stata l’occasione perfetta per riprendere quanto lasciato in sospeso, se non fosse che è oramai lapalissiano come queste visite abbiano finalità più politiche (ai fini delle prossime elezioni) che di supporto al territorio.

Non è sufficiente mostrargli un’attività termale o un borgo, e ben vengano gli scopi mirati alla vittoria delle elezioni dei propri partiti, ma il dovere di un senatore della Tuscia dovrebbe portarlo a pensare i percorsi iniziati si portano a termine ed essere un ponte tra il territorio e le istituzioni.

Ogni anno le eccellenze della nostra provincia vengono premiate dalle classifiche mondiali d’oltreoceano, e siamo invisibili per i nostri senatori e ministri ci passano affianco senza accorgersi dell’immane sforzo che compiamo. Il turismo della Tuscia siamo noi, operatori turistici, ed è deludente accogliere il nostro Ministro esclusivamente con un folto gruppo di amici e candidati del proprio partito. L’apertura fatta nello scorso incontro ci aveva fatto ben sperare, in un modus operandi della politica locale più dinamico, attento, nuovo, ma quell’apertura è rimasta fine a sé stessa.

Nulla ci è dovuto sia chiaro, e fa bene il senatore Fusco a perorare i suoi interessi in vista delle prossime elezioni, ma il momento che abbiamo vissuto (il peggiore della storia per tutti i settori) necessita di maggiori attenzioni e sensibilità nei confronti di una base che, anche in vista della riduzione del numero dei parlamentari, si ritroverà sempre più lontana dalle istituzioni.

VesConte – Palazzo Cozza Caposavi

 


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