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La Viterbo che non abbiamo mai visto e che non vedremo mai più

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Viterbo – Nel 1931 la città di Viterbo contava 20mila 467 abitanti di cui 1282 residenti nel novo quartiere dei Cappuccini, iniziato a svilupparsi fuori Porta della Verità.


Viterbo - Case che non esistono più nei pressi di via Ascenzi

Viterbo – Case che non esistono più nei pressi di via Ascenzi


La crescita demografica naturale era di circa 200 abitanti all’anno e gli amministratori, di conseguenza, prevedevano un aumento di 5mila unità nel giro di 25 anni.

Bisognava pensare allo sviluppo razionale e umano della città. Nello studio del piano regolatore del 1930, dunque, già si ipotizzava la Viterbo del futuro anche in considerazione del fatto che, nel 1927, la città con l’elevazione a capoluogo di provincia aveva assunto un compito amministrativo di notevole importanza per l’Alto Lazio.


Viterbo - Piano regolatore 1930

Viterbo – Piano regolatore 1930


In considerazione del fatto che le due porte principali, più trafficate, erano porta Romana e porta Fiorentina serviva di unire con una via più grande e spaziosa i tratti via Garibaldi – via Cavour con piazza della Rocca – via Cairoli.


Viterbo - Case non più esistenti

Viterbo – Case non più esistenti


E proprio nel trentennio del secolo scorso, tra le altre cose, furono demoliti caseggiati tra via Valle Piatta e via Calabresi, si iniziò il riempimento della Valle due Faul e fu demolito parte del quartiere denominato “Svolta” tra piazza Verdi e piazza del Sacrario.


Viterbo - Caseggiato demolito negli anni '30

Viterbo – Caseggiato demolito negli anni ’30


Il nuovo piano regolatore prevedeva una via di collegamento tra piazza del Sacrario e porta Bove fuori dalla quale avrebbe dovuto sorgere un’area destinata per il nuovo ospedale.

Tra viale Trieste e via Santa Maria in Gradi doveva esserci una zona residenziale semintensiva e tra la stazione di Porta Fiorentina e l’attuale via Bruno Buozzi una zona industriale.


Viterbo - Chiesa degli Almadiani

Viterbo – Chiesa degli Almadiani


Purtroppo poi le cose sono andate diversamente e, giusto o sbagliato, di quella Viterbo antica, poetica, intima, vivibile, ci rimangono soltanto alcune fotografie.

In particolare di quando via Valle Piatta si incrociava con via dei Magazzini, via Calabresi, via Macel Gattesco e via della Rimessa.


Viterbo - Via Calabresi, anni '30

Viterbo – Via Calabresi, anni ’30


Di questa importante variazione dell’assetto urbanistico della città, a futura memoria, ci rimangono, tra le altre cose, due chiese “girate” senza senso: San Giovanni degli Almadiani e Santa Maria della Salute.

Silvio Cappelli

Viterbo - Via Valle piatta

Viterbo – Via Valle piatta

Viterbo - Via Calabresi

Viterbo – Via Calabresi

Viterbo - Vicolo di Santa Maria con veduta di Valle Faul

Viterbo – Vicolo di Santa Maria con veduta di Valle Faul

Viterbo - Vicolo di Santa Maria

Viterbo – Vicolo di Santa Maria

 


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