Viterbo – “Amare la città significa prendersi cura delle sue bellezze. Chi ama Viterbo conserva le sue opere per poterle tramandare”. Ed è con queste parole che il vescovo Lino Fumagalli è intervenuto alla conferenza stampa di presentazione dei restauri del pavimento e degli stucchi della cappella Mazzatosta della chiesa di santa Maria della Verità, piazza Crispi. XV secolo, Lorenzo da Viterbo, “importantissima – come ha poi sottolineato la soprintendente Margherita Eichberg – nella storia dell’arte e in quella del restauro”.
Il viceprefetto Fabio Malerba
La cappella Mazzatosta è stata infatti “la palestra del restauro moderno”, come ha sottolineato la soprintendente stessa, grazie al lavoro di Cesare Brandi e dell’Istituto centrale del restauro.
Alla presentazione di questa mattina, nella chiesa di Viterbo dove si trova la cappella Mazzatosta, presentazione di lavori che termineranno l’8 dicembre, c’erano tutti gli attori in campo.
La presentazione dei restauro della cappella Mazzatosta
Il sindaco Giovanni Arena, il proprietario del bene, cioè il ministero dell’interno, rappresentato dal vice prefetto di Viterbo, Fabio Malerba, la diocesi, ente che ha in gestione il bene, nelle vesti del vescovo, la soprintendenza con Eichberg e la fondazione Carivit con il presidente Marco Lazzari. Quest’ultima ha finanznaito l’intervento di restauro.
Viterbo – La cappella Mazzatosta
“La fondazione Carivit – ha detto il vescovo – ci aiuta con grande sensibilità a prenderci cura di quello che ci ha lasciato chi ci ha preceduto. E lo fa con intelligenza. Le opere d’arte sono frutto di amore per la propria città. Lasciare qualcosa di bello invita infatti chi viene dopo a continuare a prendersi cura del posto in cui vive. Amare la città significa prendersi cura delle sue bellezze. Chi ama Viterbo conserva le sue opere per poterle tramandare”.
Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena con la soprintendente Margherita Eichberg
“Questo restauro nasce molto tempo fa – ha sottolineato Lazzari -, quando, nel 2019, facemmo un’iniziativa dedicata a Lorenzo da Viterbo molto tempo fa. La pandemia ha poi rallentato le cose, ma alla fine ci siamo riusciti. Sarà inoltre un restauro partecipato, con la presenza delle scuole e nel rispetto della normativa anti Covid”.
Viterbo – Il vescovo Fumagalli alla presentazione dei restauri della cappella Mazzatosta
“Un restauro eccezionale lo ha poi definito Arena -. Una meraviglia a disposizione di viterbesi e turisti”.
“Un lavoro che evidenzia la sinergia tra più enti – ha aggiunto il vice prefetto Malerba -. E anche questa è stata la sua forza. C’è il ministero, la soprintendenza, la fondazione e non da ultimi studiosi e ricercatori”.
Ad occuparsi del restauro, Roberto Della Porta.
Marco Lazzari, presidente della Fondazione Carivit
“Il pavimento, sempre quattrocentesco come gli stucchi – ha spiegato Della Porta – ricopre la parte che precede l’altare ed è composto da esagonette con quadrello centrale che formano degli ottagoni incatenati. Il colore dominante nella decorazione del pavimento è il blu su fondo bianco, l’arancio scuro, il verde ramina e il viola manganese. Nei quadrelli sono rappresentati animali, frutti, fiori o lettere dell’alfabeto, ma la parte più interessante è rappresentata da una galleria di ritratti di dame e di cavalieri spesso commentati da frasi significative”.
Viterbo – La cappella Mazzatosta
“Il restauro – ha poi concluso Della Porta – sarà completato con gli interventi sugli elementi di altissimo valore storico e artistico che compongono l’altare della cappella Mazzatosta”.
Daniele Camilli






