Roma – È in corso a Roma a Palazzo Chigi la cabina di regia dell’esecutivo sul Documento programmatico di bilancio (Dpb), che disegna la cornice della manovra e la anticipa. Oltre al premier Mario Draghi, al ministero dell’economia Daniele Franco e al sottosegretario alla presidenza del consiglio Roberto Garofoli, partecipano alla riunione i capi delegazione di M5s, Pd, Lega, Fi, Iv e Leu con i responsabili economici dei rispettivi partiti.
Roma – Palazzo Chigi
Le ipotesi alle quali sta lavorando il governo da inserire nella manovra, a quanto si apprende, sarebbero una stretta anti furbetti sul reddito di cittadinanza, nuovi meccanismi per l’uscita anticipata delle pensioni, pensando magari a un superamento della Quota 1oo con una Quota 102, e una riduzione delle tasse che potrebbe però concentrarsi solo sull’Irpef con una forchetta tra i 6 e i 10 miliardi, senza cancellare l’Irap. Si starebbe dunque pensando di stanziare otto miliardi in legge di bilancio per il taglio delle tasse. Nel complesso, la manovra dovrebbe dunque essere di 23 miliardi.
A quanto si apprende, ci sarebbero però ancora dei nodi da sciogliere. Non sembrerebbe infatti esserci al momento l’accordo sulla proposta di una fase transitoria di due anni per il superamento di Quota 100 a favore di una Quota 102. L’ipotesi sembrerebbe non piacere in particolare alla Lega, promotrice della Quota 100, che avrebbe chiesto ancora più flessibilità. Ma allo stesso tempo non sembrerebbe convincere pienamente nemmeno il centrosinistra, che vorrebbe un meccanismo più selettivo di sostegno per chi svolge lavori usuranti e per le donne. Italia Viva avrebbe invece chiesto di non destinare alle pensioni una parte “sproporzionata” della manovra, puntando invece maggiormente sul taglio delle tasse.
Nel pomeriggio è previsto il consiglio dei ministri, che dovrebbe dare il via libera al Documento programmatico di bilancio, così che possa poi essere presentato alla Commissione europea.
