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Via libera del consiglio dei ministri alla delega per la riforma fiscale, la Lega non partecipa all’incontro

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Roma – Via libera del consiglio dei ministri alla delega per la riforma fiscale. Ora l’esecutivo ha diciotto mesi per attuare la delega fiscale emanando i vari decreti.


Roma - Palazzo Chigi

Roma – Palazzo Chigi


Il testo della delega fiscale, secondo quanto si apprende, sarebbe composto da dieci articoli. Tra le varie misure, secondo una bozza del testo, ci sarebbe la riduzione delle aliquote Irpef, con l’obiettivo anche di incentivare l’offerta di lavoro e l’imprenditorialità, oltre che supportare la partecipazione al mondo del lavoro dei giovani. 

Con la riforma del fisco, l’esecutivo intende anche razionalizzare la struttura dell’Iva per contrastare l’elusione e l’evasione e “aumentare il grado di efficienza in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell’imposta”. Tra gli obiettivi della riforma anche il graduale superamento dell’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap)” garantendo “in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario”.

Dalla bozza della delega fiscale emergerebbe anche un aggiornamento del sistema della mappatura catastale, soprattutto per quanto riguarda gli immobili non censisti, abusivi, edificabili accatastati come agricoli. Sarebbero inoltre previsti nuovi criteri aggiuntivi per la descrizione degli immobili da utilizzare a partire dal primo gennaio 2026. Questi nuovi criteri non verranno però utilizzati per la determinazione della base imponibile dei tributi, che si fonda invece sulle risultanze catastali.

Il testo della delega fiscale è stato approvato nonostante le divisioni all’interno della stessa maggioranza. La Lega aveva infatti precedentemente abbandonato la cabina di regia voluta dal premier Mario Draghi chiedendo più tempo per degli approfondimenti e non ha partecipato al successivo Consiglio dei ministri.

“Vorrei puntualizzare che questa è una legge delega, quindi è molto generale e andrà riempita con i contenuti, ovvero i decreti delegati – ha commentato il premier Draghi durante la conferenza stampa insieme al ministro dell’economia Daniele Franco che ha fatto seguito al consiglio dei ministri -. Sui decreti delegati ci saranno ulteriori momenti di confronto nei vari consigli dei ministri. Il processo non è così semplice e impiegherà molti anni”.

“Ogni revisione e decreto delegato mira a creare un sistema che non intende aumentare il gettito complessivo ma diminuirlo, perché oggi è fuori linea rispetto ad altri paesi – ha continuato il presidente del consiglio -. Da noi le aliquote sono più alte”.

Rispondendo a una domanda di una giornalista in merito alla decisione della Lega di non presenziare il consiglio dei ministri, il premier Draghi ha risposto: “Ce lo spiegherà l’onorevole Salvini, oggi o domani. Ma gli scambi che sono avvenuti nei giorni passati in cabina di regia e in varie conversazioni avevano dato informazioni sufficienti a valutare il contenuto di questa legge delega”.


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