Viterbo – Duecento euro. È la somma incassata dalle auto in sosta al parcheggio fuori porta Faul. Non in un giorno, ma in un anno, da quando in pratica è stato inaugurato.
Se non dovesse bastare la desolazione di un’area dove nessuno sosta, arrivano in soccorso pure i numeri a testimoniare una scelta a dir poco azzardata e dall’esito scontato. Perché parcheggiare a pagamento fuori porta Faul, quando dentro è gratis?.
Viterbo – L’inaugurazione del parcheggio a ridosso delle mura
“Da informazioni che ho assunto – ricorda il capogruppo Pd Alvaro Ricci – finora l’incasso ammonta a 200 euro, non in un giorno, ma in tutto l’anno”. Semaforo rosso per chi ha voluto le strisce blu.
L’area si trova proprio fuori porta Faul ed era stata pensata per tutt’altro scopo. Poi con l’avvento dell’amministrazione Arena, la scelta di metterla a pagamento, immaginando forse di trarne beneficio economico. Se l’incasso finora è questo, non ci hanno coperto nemmeno le spese per la vernice delle strisce blu.
Altra era l’idea iniziale per cui era stato concepito con Michelini sindaco. “L’investimento è della precedente amministrazione – ricorda Ricci che all’epoca era assessore ai Lavori pubblici – per completare il progetto Plus.
Dall’altra parte la rotatoria di via Genova e a valle Faul questo spazio, che doveva essere un parcheggio libero di scambio, per facilitare la sosta e il raggiungimento degli ascensori, oltre al collegamento con l’area camper, riqualificando il parco a ridosso delle mura. Era prevista pure una fermata dei bus per le terme. Avevamo stanziato 700mila euro”.
Un progetto in continuità con quello dell’ancora precedente amministrazione Marini, del Plus.
“Serviva anche – continua Ricci – a togliere il parcheggio, che era provvisorio, dentro valle Faul. L’area oggi non è conforme alla destinazione prevista e non è per questo che era stata finanziata. È un parco urbano, non un’area di sosta.
Lasciando quello fuori gratuito, si dava la possibilità di sostare, facendo 150 metri in più rispetto a oggi. Invece, chi intendeva parcheggiare dentro le mura, poteva optare per il Sacrario. Se l’intento era incassare di più dalla sosta, le previsioni sono state tutte sbagliate”.
Che fosse di scambio, lo dimostrano anche i sette stalli per bus. Nel progetto c’era anche una postazione per il bike sharing. “Ma a quanto pare è sparita – osserva Ricci – con le bici elettriche parcheggiate nei magazzini”.
Visto com’è andata, risultano quantomeno stonati i toni il giorno del taglio del nastro: “È il parcheggio che aprirà la città al futuro, valorizzando la bellezza per attrarre i turisti che arriveranno da Valle Faul e dare fin da subito un’immagine suggestiva di Viterbo”. Finora, l’unica cosa che ha aperto è la visuale verso valle Faul. Sgombra dalle auto.
Giuseppe Ferlicca

