Kunduz – Drammatico attacco suicida in una moschea sciita di Kunduz, nel nord est dell’Afghanistan. Il bilancio, ancora provvisorio, sarebbe di almeno 60 morti e oltre 100 feriti. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis con un comunicato.
Kunduz – Cittadini per strada dopo l’esplosione alla moschea
La notizia, che sta rimbalzando sui social e sui più importanti media internazionali, è stata confermata anche dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, che su Twitter ha scritto: “Questo pomeriggio è avvenuta un’esplosione in una moschea dei nostri connazionali sciiti nel distretto di Khan Abad di Bandar, capitale della provincia di Kunduz, a causa della quale alcuni nostri connazionali sono stati uccisi e feriti”.
Zabihullah Mujahid ha poi aggiunto che un’unità speciale dei talebani si è recata sul luogo dell’esplosione per indagare sulla vicenda.
A quanto si apprende, l’esplosione sarebbe avvenuta durante le preghiere del venerdì ed è stato precisato che si è trattato di un attacco suicida. Diversi video che girano sui social mostrano immagini drammatiche dall’interno della moschea colpita, con decine di corpi esanimi e sanguinanti a terra.
L’attacco è stato rivendicato con un comunicato dall’Isis K, il ramo afghano dello Stato Islamico che si è dichiarato nemico dei talebani. Pochi giorni fa un ordigno è esploso nei pressi di una moschea di Kabul dove erano in corso i funerali della madre del portavoce talebano Zabihullah Mujahid e ha provocato diverse vittime civili.
L’Isis K è stato inoltre l’autore dell’attacco all’aeroporto di Kabul dello scorso 26 agosto, quando allo scalo erano in corso le operazioni di evacuazione dei cittadini stranieri dalla capitale afghana da parte delle forze della Nato. In quell’occasione hanno perso la vita oltre 180 persone, tra le quali tredici soldati americani.
L’ennesima esplosione, questa volta a Kunduz, mostra come il mantenimento della sicurezza nel paese sia uno dei principali problemi, e limiti, che il nuovo regime talebano si trova a dover affrontare.
