Roma – Green pass, rubate alcune chiavi che consentono la generazione dei codici QR e quindi del green pass europeo. Con quelle sarebbero stati pubblicati e diffusi in rete programmi per creare certificazioni false.
Green pass
Il furto delle chiavi che consentono di generare il codice QR, non sarebbe avvenuto in Italia. Secondo quanto si apprende, dai primi accertamenti effettuati, non risulterebbero infatti attacchi informatici alla Sogei, la società di Information tecnology del ministero dell’Economia che per l’Italia fornisce i codici per generare i certificati verdi. L’attacco potrebbe dunque aver riguardato un omologo ente di un altro paese europeo. Al momento, viene comunque ribadito le chiavi che sono state sottratte sono state annullate e, di conseguenza, sono stati invalidati tutti i green pass generati con quei codici.
La prova del furto arriverebbe direttamente dal dark web, dove sono stati pubblicati due green pass intestati ad Adolf Hitler e perfettamente funzionanti. Uno con data di nascita 1900, l’altro 1930. Se si inquadra il codice QR dei due certificati, apparirebbe la spunta verde. Ciò consente all’intestatario – in questo caso un nome noto della storia italiana e da tempo defunto – di accedere ai luoghi di lavoro e di aggregazione.
