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La moglie torna dalla mamma, marito dà in escandescenze sotto casa della suocera

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Viterbo – (sil.co.) – Sta scontando ai domiciliari una condanna a quattro anni di reclusione  in primo grado perché avrebbe cucito la bocca alla moglie con delle spille da balia per farla stare zitta e l’avrebbe rinchiusa per giorni nel cassetto-contenitore del divano per punizione. 

La condanna per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e sequestro di persona risale al 29 maggio 2020. Esattamente tre anni prima, il 29 maggio 2017, la ex si sarebbe rifugiata a casa della madre, una villetta con giardino nell’immediata periferia di Viterbo, per sfuggire alla sua violenza.

Il marito si sarebbe presentato dopo notte a casa della suocera, completamente ubriaco, dando in escandescenze, in un orario proibito, tra le 22 e le 7 del mattino, quando, secondo un provvedimento risalente al 31 luglio 2012, avrebbe dovuto trovarsi a casa. 

Protagonista un noto pregiudicato viterbese quarantenne, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, secondo il quale il divieto di uscire la notte era già venuto meno l’11 agosto 2016, motivo per cui alla prossima udienza sarà sentita un’agente dell’anticrimine della questura. 


Polizia

Polizia – immagine di repertorio


Erano le undici passate quando la polizia avrebbe trovato il quarantenne sdraiato per terra, davanti al cancello, anche se i vicini che hanno chiamato il 113, richiamati dagli schiamazzi e preoccupati che la situazione potesse degenerare, lo avrebbero visto dare in escandescenze all’interno della proprietà.

L’imputato, in preda a una incontenibile agitazione, avrebbe sbattuto rumorosamente sulle tapparelle delle finestre al pianoterra della villetta e urlato il nome della moglie, chiedendo con vigore di parlare con la donna nonostante l’ora tarda.

Al riguardo l’avvocato Sicilia ha chiesto a uno dei poliziotti intervenuti, sentito come testimone, se il quarantenne fosse appena giunto al loro arrivo o se fosse arrivato nel pomeriggio davanti a casa della suocera. “Magari era giunto prima e si era addormentato lì”, ha ipotizzato il legale che, sugli spostamenti del suo assistito in quel giorno, ha preannunciato di volere sentire la sorella. 

Il processo è stato rinviato al prossimo 12 maggio, per ascoltare la sorella e la poliziotta dell’anticrimine, le due testi indicate dalla difesa, e per la sentenza. 


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